Tartaruga scambia un sacchetto di plastica per un’alga e lo ingoia. Si teme per la sua vita

La tartaruga fatica a respirare e sta lottando per riuscire a vivere.

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Parte di un sacchetto di plastica è stato rimosso dallo stomaco di una tartaruga marina verde,  a Città del Capo. 

Gli scienziati ritengono che la tartaruga abbia scambiato la busta di plastica con un pezzo di alga dato l’aspetto molto simile. La creatura di 23 kg sta lottando per respirare a causa del blocco che gli esperti hanno trovato. 

La tartaruga trovata sulla spiaggia di Struisbaai è stata sottoposta ad una radiografia dai medici veterinari perchè faticava a respirare.

I medici sospettano una possibile infezione polmonare e per questo è la tartaruga è stata sottoposta ad una terapia antibiotica.

Ma nei due giorni successivi la tartaruga si stava indebolendo. A quel punto il Dott. Malan van Zyl ha effettuato un’endoscopia alla tartaruga che ha confermato che l’animale aveva un’ostruzione nel suo esofago. Il veterinario lentamente ha rimosso il foglio di plastica usando una pinza ma la tartaruga è ancora in condizioni critiche.

All’inizio di quest’anno un rapporto ha rilevato che la plastica sta uccidendo il 40 per cento delle giovani tartarughe marine. Le tartarughine sono a rischio quasi quattro volte di più ingerendo rifiuti rispetto agli adulti.

Questi animali non solo hanno corpi più deboli, ma si nutrono anche in acque al largo più vicine alla superficie, che sono più facilmente contaminate da grandi oggetti di plastica che possono accumularsi nei loro tratti digestivi. Le autopsie su quasi 1.000 tartarughe morte, hanno rilevato che più della metà delle piccole tartarughe aveva ingerito plastica, rispetto a solo uno su sette degli adulti. 

Quale sarà l’impatto della plastica sugli oceani?

Secondo un rapporto sulla conservazione dei mari, si prevede che la quantità di plastica negli oceani triplicherà in soli dieci anni, è l’avvertimento del rapporto del governo britannico dall’inizio di quest’anno. Il costo dell’inquinamento plastico nel mare, potrebbe tradursi in 150 milioni di tonnellate entro il 2025. 

Sulla crescente piaga dell’inquinamento da plastica, il documento avverte che lascerà una presenza fisica, accumulandosi sulle coste o in particolari aree oceaniche.

Il rapporto ha anche avvertito che i rifiuti di plastica sulle coste possono aumentare il rischio di pericolosi batteri nell’acqua, come l’E. coli. 

Ha affermato che gli sforzi per ridurre l’inquinamento plastico dovrebbero concentrarsi sulla sua sospensione dei riversamenti in mare, lo sviluppo di nuovi materiali biodegradabili e con campagne di sensibilizzazione. 

 
 

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