Prosperano in Cina i Pigs hotels edifici di sette piani con 1.000 maiali per piano da macellare

Si potrebbe chiamare allevamento super intensivo: sono i Pigs hotel, qui gli animali non vanno in vacanza. Attendono la morte in un inferno multi-piani.

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Rinchiusi neei palazzoni freddi, dove non c’è erba cielo e luce ma solo cemento. 1.000 animali per per piano, vengono ingrassati dagli allevatori della Cina per soddisfare l’appetito del popolo cinese che sceglie la carne di maiale come alimento principale da inserire nella dieta quotidiana.  

I cosiddetti “Pigs hotel”, hotel dei maiali, sono situati sul Monte Yaji, nella Cina meridionale. La società agricola privata Guangxi Yangxiang Co Ltd, gestisce sei allevamenti dai sette ai 13 piani. Sono gli edifici più alti del mondo di questo genere. 

Finora, la società ha speso circa 500 milioni di yuan, 58 milioni di sterline in totale, escludendo il costo dei suini. In Europa sono stati costruiti allevamenti di maiali di due o tre piani al massimo. 

 

Alcuni sono ancora in funzione, altri sono stati abbandonati, ma si parla di strutture non proprio recenti. Gli allevatori infatti, si sono scontrati con la popolazione che non vuole un allevamento con un impatto così forte. Altro punto è il rischio contagio di massa che porterebbe a dover sopprimere tutti i maiali allevati. La gestione quindi non è facile. 

Ma la Cina avanza con l’industrializzazione di allevamento intensivo di maiali più grande del mondo, forte dell’idea che i suini siano un’ottima fonte di reddito e nulla di più.

“Ci sono grandi vantaggi sul costruire un grattacielo per maiali”, – ha detto Xu Jiajing, direttore dell’allevamento di Yangxiang- “si risparmiano energia e risorse. L’area di terra non è molta, ma in poco spazio puoi allevare tanti animali”.

La montagna di Yaji sembra un luogo inverosimile per un enorme allevamento. Su una strada stretta, lontano dai villaggi, enormi edifici in cemento armato si affacciano su una valle di fitta foresta che lo Yangxiang intende sviluppare come attrazione turistica.

Lo Yangxiang ospita 30.000 scrofe su un’area di 11 ettari e produce fino a 840.000 suinetti all’anno.

Si tratta dell’allevamento più grande e più intensiva a livello globale. 

Nella provincia del Fujian, la Shenzhen Jinxinnong Technology Co Ltd, prevede anche di investire 150 milioni di yuan (17 milioni di sterline), in due allevamenti a cinque piani a Nanping. Altre due aziende stanno costruendo fattorie di maiali a Fujian. 

Yangxiang ha speso circa 500 milioni di yuan (58 milioni di sterline) in totale, escluso il costo dei maiali. Costruire verso l’alto significa costi più elevati e una maggiore complessità, come il convogliamento di tubazioni negli edifici, ha affermato Xue Shiwei, vice chief operations officer di Pipestone Livestock Technology Consultancy, un’unità cinese di un’azienda di gestione agricola statunitense. –“Farebbe risparmiare sulla terra ma aumenterebbe la complessità della struttura, e i costi per il cemento e l’acciaio sono molto più alti”, – ha affermato.

L’impatto visivo così come quello emotivo è devastante. Migliaia di vite accatastate su piani di cemento, ingozzate e mandate a morire ogni ora del giorno. Questo è l’off-limits della disumanità, oltre il quale non resta che la meschinità dell’uomo. 

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