La Pasqua dei Samaritani israeliani si è conclusa in un lago di sangue

Sul Monte Garizim si consuma un massacro di animali in nome della Pasqua del popolo dei Samaritani della Cisgiordania.

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I Samaritani, abitanti del Monte Garizim o Monte Altor nella provincia di Nablus in Cisgiordania, sono una piccola comunità religiosa di circa 100 persone che venera il monte Garizim alto 886 metri.

Secondo il loro credo, i Samaritani giunsero in Palestina più di 3600 anni fa per stabilirsi sul Garizim dove il profeta Mosè, nel decimo comandamento, ordinò loro di proteggere il Monte poiché sacro e di adorare Dio sul punto più alto almeno tre volte all’anno. I Samaritani israeliani praticano una religione basata su quattro principi di fede: l’unico Dio è quello di Israele, il suo profeta era Mosè Ben Amram, l’adesione ai primi cinque libri della Bibbia (la Torah) e venerazione e sacralità del Monte Gerizim.

 

Ma non è tutto peace and love come può sembrare. I Samaritani celebrano alcune feste stagionali, tra cui la Pasqua, che cade al tramonto del quattordicesimo del primo mese dell’anno ebraico secondo il calendario ebraico samaritano, l’Eid al-Fitr. In questo giorno di festa si consuma un massacro di massa per capre e pecore che vengono sgozzate con la ritualità islamica con la collaborazione dei cittadini del luogo che sono circa 700. 

Pecore e capre in fila davanti alla comunità in preghiera pronte per essere uccise.

I seguaci della fede si vestono di bianco e si radunano per sgozzare gli animali.

Gli animali infilzati lungo tutto il corpo da un lungo spiedo, vengono cucinati dentro a delle profonde buche scavate nel monte.

Per loro non c’è scampo, uno ad uno subiscono il taglio della carotide e il processo di dissanguamento che secondo il credo islamico purifica l’animale. 

Gli animali cercano di fuggire, hanno capito che stanno per morire.

Tutto il monte viene ricoperto da un odore acre di fumo e sangue.

Un uomo passa la lama ad un suo confratello per continuare lo sterminio

Nessuna comunità religiosa, dalla più piccola alla più grande dovrebbe uccidere in nome del proprio credo e poi ipocritamente pregare per la vita ma questo è un fatto che dobbiamo ancora comprendere tutti anche la comunità cattolica che nel 2018, si ciba di cuccioli di agnello per festeggiare la propria Pasqua. 

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