La cruda verità dietro il turismo faunistico: reportage agghiacciante di National Geographic

La copertina di National Geographic di giugno riporta all'articolo che analizza in modo approfondito il fiorente settore del turismo naturalistico globale e spiega come l'industria sfrutta gli animali.

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Potresti aver già visto foto di viaggiatori che si fanno trasportare dagli elefanti o scatti di coccole con un cucciolo di tigre sui social media. Ma in molti casi, le esperienze in cattività con animali esotici, si basano su un addestramento o trattamento abusivo degli animali.

Dagli elefanti obbligati a dipingere o costretti a continue escursioni con i turisti, picchiati a sangue e messi a catena, alle scimmie e dagli orsi ballerini, fino ai delfini che nuotano con i turisti, tutto rende bene ai portafogli. Il reportage di National Geographic, racconta di animali abusati e usati come attrazione turistica che fa guadagnare tanto denaro ai loro gestori ma quello che devono patire i poveri animali, in pochi lo sanno .

I  selfie messi in rete dai turisti mentre nuotano con i delfini, incontrano le tigri, o cavalcano elefanti, sono una pubblicità virale per chi usa gli animali come attrazione. Ma tutta la visibilità offerta dai social media, non mostra cosa succede oltre la vista dell’obiettivo della fotocamera. Le persone che provano gioia ed euforia dall’avvicinarsi agli animali selvatici, di solito non sono consapevoli del fatto che molti degli animali presenti in queste attrazioni vivano come Meena, l’elefantessa della foto che ora ha una zampa rotta, o peggio di lei.

Maltrattamenti documentati

“Abbiamo guardato gli orsi polari con museruole di ferro, ballare attraverso il ghiaccio sotto un tendone in Russia e ragazzi adolescenti sul Rio delle Amazzoni a scattare i selfie con i bradipi” – ha detto Kirsten Luce, la fotografa giornalista, che ha svolto il servizio fotografico per il noto magazine.

“La maggior parte dei turisti che amano questi incontri non sanno che le tigri adulte possono essere sottomesse, drogate o entrambe. O che ci sono sempre cuccioli per i turisti con cui accoccolarsi perché i grandi felini sono stati allevati in velocità e i cuccioli vengono portati via dalle loro madri pochi giorni dopo la nascita. O che gli elefanti si lasciano cavalcare o eseguono acrobazie senza danneggiare le persone solo perché sono stati “percossi” da piccoli e hanno imparato a temere il pungolo. O che i bradipi amazzonici presi illegalmente dalla giungla spesso muoiono entro poche settimane dal momento in cui vengono messi in cattività.”

Attenzione al video, contiene immagini forti

Puoi vedere le foto e leggere per intero il documento indagine di National Geographic nell’articolo dal titolo Sofferenza invisibile: la verità oscura dietro al turismo faunistico.

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