Superstiti di 5 estinzioni di massa, dopo 450 milioni di anni, gli squali, non sopravviveranno all’ingordigia dell’uomo.

L'Italia è il terzo consumatore al mondo di carne di squalo.

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Squali martello vittime del Finning

  “Per più di 450 milioni di anni sono stati i custodi del nostro mare, sono sopravvissuti a 5 estinzioni di massa compresa quella che ha sterminato i dinosauri.”

Parole dedicate agli squali, pronunciate dalla più bella e preparata biologa marina sul Pianeta: Mariasole Bianco

Parole che logicamente fanno riflettere. Parole che dovrebbero far riflettere anche chi questi animali non li ama proprio. Perché è indiscusso il loro ruolo biologico negli Oceani, le catene trofiche, cioè alimentari, sarebbero spazzate via se questi pesci venissero ad estinguersi, e andando avanti di questo passo, purtroppo accadrà! Ricordiamoci che la nostra esistenza terrestre è strettamente legata a quella marina. Il Mare, che per noi è una faccenda lontana, ci fornisce più del 70% dell’ossigeno che respiriamo. E per l’ecosistema marino gli squali sono fondamentali.

Dunque.

-Chi sono i responsabili della più grande estinzione di squali al mondo? -Chi paga perché questi animali vengano uccisi?

Le risposte ce le ha date il sito ufficiale della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) nel quale si evince che il commercio di carne di squalo chiama in causa proprio l’Italia come uno dei principali fruitori di questo prodotto.

Ebbene, l’Italia è il terzo importatore mondiale di carne di squalo. Dal solo 2010 al 2011 ne ha importata (con tracciabilità) ben 11.526 tonnellate per un indotto di 34,8 milioni di dollari. Negli ultimi anni il dato è andato leggermente calando solo perché è calata l’importazione e il consumo della carne di pescecane.

La cosa allarmante è che:

Molti italiani non lo sanno, ma quando comprano in pescheria oppure ordinano al ristorante verdesca, smeriglio, spinarolo, palombo, gattuccio, mako (ma anche, a seconda delle regioni, can bianco, cagneto, missola, pallouna, nizza, stera, cagnolo, penna, vitello di mare, gattuccio… ) in realtà scelgono sempre la stessa cosa: carne di squalo.”

(Citazione tratta da un interessante articolo del Fatto Alimentare.)

Carne di giovane squalo Mako

Gli altri paesi coinvolti nel massacro di questi animali troppo spesso non compresi sono: la Cina, la Nuova Zelanda, Ungheria, Brasile, Panama, Messico, Costa Rica, Giappone, Francia, Korea, Stati Uniti.

Altro indotto, estremamente crudele, che sta portando all’estinzione gli squali è il commercio della sole pinne di pescecane (squalo). Il finning, va ricordato, è una pratica estremamente cruenta, che prevede il taglio a vivo, dall’animale, delle sue pinne, per poi essere ributtato in Mare così incapace di potersi muovere e respirare. L’animale muore con sofferenze atroci, gli squali hanno, infatti, bisogno di muoversi per poter filtrare l’ossigeno dell’acqua. L’agonia degli squali pescati a cui viene praticato il finning è assolutamente barbara e straziante.

In questo video potete vederlo da voi:

Inerentemente al commercio delle sole pinne di squalo  ecco una nuova sorpresa: il Canada è il maggiore importatore di pinna di pescecane fuori dal continente asiatico, seguito dalla Spagna, che ne è anche produttrice.

Altri paesi coinvolti in questo atroce commercio sono: Cina, Singapore, Ungheria, Malesia, Indonesia, Giappone, Tailandia, Emirati arabi, India, Stati Uniti.

Le conclusioni da trarre stanno alla coscienza di ognuno di noi. Come sempre, del resto.

Le nostre scelte economiche quotidiane possono invertire tendenze, o confermarle. E’ questione di prendere posizioni pratiche, firmare petizioni, spargere la voce,  capire che le nostre scelte alimentari vanno ben al di là di semplici e banali gesti domestici.

Un grande GRAZIE a Mariasole Bianco  per la disponibilità e la pazienza, realmente fuori dal comune.

di Luisa Sella Chiodi

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