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L’orango tango femmina che da piccola vide morire sua mamma per l’olio di palma, ora è diventata mamma

Una giovane orangotango salvata da cucciola quando sua madre è stata torturata e uccisa ha dato alla luce un figlio tutto suo dopo che è tornata in natura.

Peni aveva solo tre anni quando lei e sua madre sono state cacciate dal lontano villaggio di Penimaran nel Borneo occidentale nel 2010. L’orango femmina e la sua piccola non erano gradite dai coltivatori di piantagioni di olio di palma.

Gli abitanti del villaggio lapidarono la madre e la sua piccola con pietre e bastoni e alla fine gettarono la madre di Peni in una pozza d’acqua per farla annegare.

La madre di Peni prima di morire con la sua piccola.

Una squadra di soccorritori intervenne prontamente e portò in salvo il duo ma la madre di Peni morì poco dopo. Per fortuna la cucciola traumatizzata, si salvò. I volontari le diedero il nome dal villaggio dove fu trovata, e venne trasferita dall’associazione International Animal Rescue (IAR) a Ketapang, a ovest del Borneo.

Durante i successivi quattro anni, Peni subì un’intensa riabilitazione per superare il suo trauma. La cucciola di orango venne inserita con altri giovani oranghi per apprendere comportamenti naturali come quello di arrampicarsi e costruire ripari. Nel settembre 2014, Peni fu in grado di gestirsi autonomamente nella riserva e gli esperti, felici della sua  indipendenza rilasciarono l’orangotango nella foresta protetta del Monte Tarak a Ketapang.

I soccorritori di Peni nel corso degli anni hanno monitorato i suoi progressi e con grande sorpresa, alla fine dell’anno scorso, hanno scoperto che era incinta. Pochi giorni fa sono state rese pubbliche le nuove dolcissime immagini che mostrano l’orangotango di 12 anni che si rilassa sugli alberi con il suo piccolo, di nome Tarak.

Peni e Tarak

Alan Knight, amministratore delegato della IAR, ha dichiarato: “Questa è la più bella notizia che tanto abbiamo sperato di avere dal ritorno di Peni nella sua legittima dimora nella foresta pluviale. La sua storia è iniziata con traumi e tragedie, ma ora è fatta di felicità e speranza per il futuro. La nascita del piccolo Tarak rende davvero utili tutti gli sforzi della squadra che opera per proteggere e conservare gli oranghi.”

Non essendo mai stata in cattività prima di essere salvata, Peni non era abituata alle persone e rimase selvaggia e indipendente, qualità essenziali per i primati per potersi difendere da soli nella foresta.

Il personale del centro IAR, gestito in collaborazione con il Centro indonesiano per la conservazione delle risorse naturali (BKSDA), ha compreso che Peni sarebbe stata una buona candidata per la reintroduzione degli oranghi in natura e così è stato. Peni non dimenticherà mai la sua mamma e il dolore per quel che ha sofferto a causa di alcune persone malvage, ma ora ha ritrovato un angolo di paradiso e soprattutto tanto amore da poter donare e ricevere come quando era piccolina.  

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