Lav sulle 5 scimmie clonate che non dormono mai: questa è solo una follia inutile che segnerà un altro fallimento

L'esperimento crudele è stato condotto da due team dell’Institute of Neuroscience della China Academy of Sciences (Ion-Cas) di Shanghai.

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I ricercatori cinesi sono riusciti a ottenere con la stessa tecnica della pecora Dolly cinque cloni di un macaco, a sua volta geneticamente modificato in laboratorio con la tecnica di editing del dna Crispr-Cas9 per sviluppare volontariamente i disturbi del sonno. In pratica queste scimmie saranno insonni a vita ed è presumibile che non vivranno a lungo in queste condizioni. Con un malessere che le distruggerà giorno per gionro. 

“Una follia” – dice Michela Kuan Biologa e responsabile per la ricerca senza animali, portavoce di LAV. “Quando capiremo che la vita non è un gioco? Questa non è scienza e nemmeno un passo avanti per la salute dell’uomo. È solo follia, l’uomo non è una macchina dove a un gene corrisponde una risposta, siamo organismi complessi che rispondono a una somma di fattori, spesso anche di origine ambientale. Questo approccio riduzionista è scientificamente sbagliato e fuorviante e appartiene all’800!”

Le cinque scimmiette clonate

“Chiunque abbia in casa o in famiglia qualcuno malato di depressione o sia soggetto ad ansia sa benissimo che non sono influenzati solo dalla genetica (in quel caso potremmo cancellare secoli di psicologia), ma da un complesso insieme di parametri che sono, e possono essere, investigati in concreti ed etici studi epidemiologici.”

“Chiediamo che su questo nuovo esperimento di clonazione vengano resi noti anche i fallimenti e i costi complessivi” Continua la Kuan. “Bisogna, infatti, ricordare che gli esperimenti di clonazione hanno una elevata percentuale di insuccesso e determinano chissà quanti embrioni, feti e cloni malati e poi soppressi, dei quali però non viene data notizia. Infatti, il 75% degli embrioni animali clonati muore entro i primi due mesi di gravidanza e il 25% nasce morto o con deformità incompatibili con la vita.”

“Chi fa ricerca deve avere come scopo l’avanzamento della conoscenza per aiutare i malati e migliorare il mondo in cui viviamo. Ci chiediamo quale codice deontologico ci sia dietro a questi esperimenti, criticabili tanto sul piano scientifico che etico.
Infine, considerando che le scimmie sono geneticamente molto vicine all’uomo, c’è da domandarsi se sia una scelta casuale la clonazione proprio di questi cugini prossimi.”

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