Decisione assurda: Zingaretti prolunga la caccia per altri 10 giorni su specie minacciate

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Roma – Lo ha deciso il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Sconcerto e amarezza dal WWF e da LIPU.

“La decisione è in contraddizione con il parere dell’Ispra” – commenta il WWF.  “Proprio il mancato rispetto del parere dell’Ispra, lo scorso anno, era stato alla base della sentenza di annullamento da parte del TAR Basilicata del calendario venatorio 2016/2017.
Purtroppo quest’anno la decisione è stata presa a fine anno, vanificando, così, la possibilità di impugnare al TAR la delibera per la ristrettezza dei tempi.”

Il calendario venatorio regionale originariamente prevedeva la chiusura della caccia per le tre specie al 20 gennaio, così come indicato dall’ISPRA per evitare che l’esercizio venatorio fosse svolto durante la migrazione prenuziale, cioè durante quella delicata fase della vita degli uccelli in cui gli animali adulti si spostano verso i luoghi di riproduzione. Ignorando le indicazioni dell’autorità scientifica nazionale, e senza alcuna motivazione scientifica la Regione Lazio ha invece deciso di prolungare la stagione venatoria con il solo intento di accontentare il mondo venatorio.

Anche LIPU esprime il suo disappunto “Ancora una volta la Regione anziche’ adottare misure di conservazione per le specie in cattivo stato di conservazione, che nel Lazio sono ben 11 oggetto di caccia, e a fronte di un Piano faunistico venatorio ampiamente obsoleto (nel 2018 compie 20 anni!), elargisce l’ennesimo e ingiustificato regalo al mondo venatorio. Chiediamo al Presidente Zingaretti di ripensarci, prima che il provvedimento abbia efficacia, liberandosi finalmente da questa incredibile sudditanza psicologica nei confronti delle doppiette”. 

La decisione risulta ancora più grave se si considera che una di queste tre specie, il Tordo sassello, è stata di recente classificata come minacciata a livello globale. Per tale specie- spiega il comunicato- dovrebbe dunque essere previsto addirittura il divieto di caccia e dovrebbero scattare anche altre e rigorose misure di protezione e conservazione. Ebbene, non solo tali divieti e misure non ci saranno, ma la Regione ha deciso per la proroga. Vergogna!

 

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