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Gli studenti dell’università di Parma e Torino contrari alla S.A. non ci stanno: trasferiteci in un’altra sede

Secondo l'associazione gli studenti che se ne andranno dall'università potrebbero cambiare il destino dei macachi.

La proposta parte proprio da un gruppo di studenti universitari che insieme agli animalisti dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente lanciano una nuova forma di protesta radicale nei confronti delle università di Torino e Parma nei laboratori delle quali si stanno svolgendo degli esperimenti su sei esemplari di macachi, che saranno resi semi cechi.

Esperimenti che riprendono in questi giorni dopo che il Consiglio di Stato con una sentenza nei giorni scorsi ha dato il via libera alla ripresa dei test nelle due università respingendo il ricorso presentato dalla LAV. Gli studenti si stanno organizzando e nei prossimi giorni chiederanno come forma di protesta il trasferimento dalle università di Torino e Parma ad altra università proprio come forma di protesta etica contro la decisione di queste due università di continuare gli esperimenti sui macachi nonostante da più parti sia stato sostenuta l’inutilità di questi esperimenti.

“Noi raccogliamo e facciamo nostro l’appello a tutti gli studenti universitari che frequentano le facoltà delle università di Parma e Torino affinché raccolgano l’invito a chiedano in trasferimento ad altra università”– si legge in una nota dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente- proprio per testimoniare la loro condanna etica di questi esperimenti. Un Università senza studenti e senza finanziamenti non ha prestigio ne valore- continua il comunicato AIDAA- e più studenti faranno sentire la voce della loro coscienza contrarie a queste sperimentazioni meglio sarà.

“Certo– conclude il comunicato AIDAA- tutte le iniziative legali e di piazza per dire no alla sperimentazione su questi macachi e più in generale per la salvezza dei seicentomila animali che ogni anno vengono sacrificati in nome di un antico criterio di scienza sono le benvenute, ma crediamo che la miglior forma di protesta diretta sia proprio quella degli studenti che andandosene da queste due università ne possano determinare le scelte presenti e future a partire proprio dal blocco della sperimentazione sui macachi”.

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