Aleppo è rasa al suolo, ma in mezzo alle macerie e alle bombe l’angelo dei gatti resiste

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Siria – Aleppo è ormai una città  fantasma colpita costantemente dalle bombe del regime di Assad. Ma in questo buio e desolante scenario di sangue, terrore e morte, c’è una fiammella di speranza che vuole rimanere accesa.

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Mohammad guida l’ambulanza per una ong che tradotta in italiano si chiama “Siria Carità”. L’associazione fornisce aiuti umanitari e medici in Siria, cercando di portare sollievo a molte vittime umane delle incursioni aeree da bombardamento. Ma è proprio per la sua attenzione ai gatti di questa città devastata dalla guerra che la storia si è spostata oltrepassando i confini siriani.

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Quando la guerra è iniziata nel 2011, Alaa Mohammad Jalil e la sua famiglia hanno deciso di aiutare i poveri. Per Mohammad, il concetto di aiutare i più sfortunati comprendeva aiutare grandi, bambini ma anche gli animali: “Considero gli animali e gli esseri umani allo stesso modo. Ciascuno sente dolore e tutti meritano compassione”  è il pensiero di Mohammad.

Il buon uomo, ha alimentato una ventina di gatti dopo il primo bombardamento, ma in breve tempo, il numero dei gatti è rapidamente moltiplicato. Sono numerosi infatti, i proprietari di animali morti sotto i bombardamenti o che sono scappati  e staccandosi dai loro animali durante la fuga precipitosa.

“Una volta, una bambina mi ha portato a malincuore il suo gatto e ha pianto tanto prima di fuggire dalla guerra con i suoi genitori lasciandomi il gattino. Io le mando sempre le immagini di lui. Ora vive in Turchia. Mi chiede sempre nuove foto, dice che le manca tanto e mi ha chiesto di promettere che le tornerò il suo gattino quando ritorneranno qui ad Aleppo »  – ha detto con il cuore gonfio di tristezza Mohammad.

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Un anno dopo, i gatti bisognosi erano quasi un centinaio, quindi il benefattore ha aperto un santuario che ad oggi, ospita 170 gatti.

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Mohammad, non vuole lasciare Aleppo, “Voglio rimanere con loro, non importa cosa succede,” ha detto alle telecamere della BBC. Tutti i suoi amici hanno lasciato la città e i gatti sono diventati i suoi nuovi compagni … Le perdite sono sempre più pesanti: alla fine di settembre 2016, la città di Aleppo ha perso 350 dei suoi abitanti nel giro di una settimana. Mohammad spera che il conflitto finisca presto, “Ogni giorno, quando esco di casa, mi chiedo se potrò ancora tornare qui, dai miei gatti.”

Il gattaro di Aleppo è ancora vivo ma ogni giorno è un giorno regalato, è un giorno prezioso. A sostegno di Mohammad sono state create due pagine Facebook una per la candidatura come premio nobel per la pace e l’altra raccogliere fondi in suo sostegno.