Università di Pisa non ci sta e crea cellule artificiali al posto degli animali da laboratorio

L'università toscana E. Piaggio ha pubblicato il suo ultimo studio avanzato sulla ricerca alternativa ed è la rivincita contro la proroga sulla sperimentazione animale.

1337

La notizia che riempie gli animi di speranza, proviene dal Centro di Ricerca E. Piaggio dell’università di Pisa.

Ad un giorno dal voto sconfortante che ha visto i senatori della Commissione Affari Costituzionali del Senato dire si, con una maggioranza bipartisan, al contestato emendamento che prevede la proroga di tre anni per i test tossicologici sugli animali, c’è chi ha studiato concretamente come studiare le cellule senza per questo usare animali e persone.

A parlarne è Repubblica, che descrive l’esperimento universitario sulle cellule artificiali, come un primo passo importante verso la ricerca alternativa.

La legge biologica alla quale obbediscono le cellule coltivate in laboratorio è quella che mette in relazione il metabolismo dell’intero organismo, ossia la quantità di ossigeno consumata, con la massa corporea. Cresciute in strutture tridimensionali e in grado di imitare gli organi umani, le cellule sono state ottenute dal gruppo di ricerca coordinato dalla Dott.ssa Arti Ahluwalia, direttrice del Centro Piaggio.

Espresso da una formula matematica e chiamato legge allometrica di Kleiber, permette di calcolare come, via via che un organismo cresce, il suo metabolismo e la durata della sua vita si modificano a velocità prevedibile per l’effetto combinato della variazione della superficie corporea e della velocità sanguigna.
“Cerchiamo di sviluppare colture tridimensionali in vitro di cellule di organi come il fegato o i polmoni”, ha detto Arti Ahluwalia. “L’obiettivo – ha aggiunto – è ingegnerizzare dei modelli con caratteristiche strutturali e biochimiche che li facciano funzionare come il corrispettivo organo umano”.

Per la ricercatrice “costruire organi artificiali che funzionano come quelli naturali permetterebbe di testare, per esempio, l’assorbimento di un farmaco senza dover ricorrere a cavie animali”. L’efficienza dei modelli di organi e malattie costruiti in laboratorio aumenta infatti, ha concluso, “se essi rispettano le medesime leggi di scala dei loro analoghi naturali”.

 Il risultato, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, è stato ottenuto in Italia, nel Centro di Ricerca ‘E.Piaggio’ dell’Università di Pisa,con un finanziamento della Lega Anti-Vivisezione (Lav).

La legge biologica alla quale obbediscono le cellule coltivate in laboratorio è quella che mette in relazione il metabolismo dell’intero organismo, ossia la quantità di ossigeno consumata, con la massa corporea. Cresciute in strutture tridimensionali e in grado di imitare gli organi umani, le cellule sono state ottenute dal gruppo di ricerca coordinato da Arti Ahluwalia, direttrice del Centro Piaggio. Espresso da una formula matematica e chiamato legge allometrica di Kleiber, permette di calcolare come, via via che un organismo cresce, il suo metabolismo e la durata della sua vita si modificano a velocità prevedibile per l’effetto combinato della variazione della superficie corporea e della velocità sanguigna.

LASCIA UN COMMENTO