Sterilizzare le nutrie? Macché mangiamole che sono meglio del coniglio: lo dice un Sindaco

    Il Sindaco di Gerre de' Caprioli si è fatto fotografare mentre addenta un pezzo di nutria cotta

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    Cremona – Lo ha detto e lo ha fatto. Stentavamo a crederci ma tra i primi cittadini ce n’è uno che alla sterilizzazione degli animali, preferisce risolvere il problema di contenimento delle nutrie, trasformandole in cibo da degustare. Michel Marchi, Sindaco di Gerre de’ Caprioli ha mangiato un povero castorino in salmì finito in pentola per suo volere e come metodo sostitutivo alla sterilizzazione.

    I cuochi della nuova pietanza il cui consumo è vietato in tutta Europa, hanno fatto marinare la carne di nutria con chiodi di garofano, limone e un mix di erbe aromatiche. La carne è stata cucinata e addentata da Marchi che ha consigliato a tutti di mangiare nutria a volontà perchè è anche meglio del coniglio. Il primo cittadino di Gerre de’ Caprioli ha pure promesso di voler organizzare una sagra paesana in tema. 

    La nutria è originaria del Sud e Centro America, ma dopo la sua introduzione per l’utilizzo in pellicceria, si è rapidamente diffusa anche in diversi paesi d’Europa, tra cui l’Italia. Grazie alla capacità di adattamento, alle potenzialità riproduttive e alla resistenza fisica, pochi esemplari di nutria incautamente liberati in natura sono stati sufficienti per colonizzare un’area di vaste proporzioni, intorno a fiumi, laghi e zone umide, dove si è riprodotta malgrado sia tra gli animali più uccisi dalle doppiette su ordine dei comuni. 

    Ma perchè uccidere le nutrie non risolve il problema? 

    E’ dimostrato che la caccia indiscriminata non riesce a diminuirne la popolazione, anzi, la loro eliminazione tramite uccisione non fa altro che innescare i naturali meccanismi di sopravvivenza della specie facendone aumentare le nascite per sopperire ai decessi. E’ la natura che detta le regole, non l’essere umano. 

    La nutria è stata introdotta in Italia all’inizio degli anni Venti del secolo scorso, per la prima volta in Piemonte, per la produzione di pellicce. Quando il mercato di queste pellicce entrò in crisi le aziende chiusero e, anziché affrontare i costi di abbattimento degli animali ancora presenti negli allevamenti, li liberarono in natura, ignorando la determinazione e la capacità di adattamento delle nutrie che colonizzarono diversi ambienti naturali. Attualmente la nutria è molto diffusa nel centro e nord Italia, ed è anche presente, seppur in numero limitato, nell’Italia meridionale e nelle isole.

    Questi castorini sono dovunque colpiti dai colpi di fucile o dai veleni perchè colpevoli di minare gli argini del fiume e le coltivazioni. I progetti di controllo di colonie di nutrie tramite la sterilizzazione potrebbero rappresentare un’alternativa all’abbattimento con armi da fuoco ma c’è chi ha pensato di mangiarle senza pietà e purtroppo questo esempio viene proprio da chi non dovrebbe darlo: un primo cittadino.

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