Sono 35 i delfini trovati morti nelle acque del Tirreno: forse la colpa è dell’inquinamento

Sembra una strage che non si ferma. E' stato trovato morto nel mare toscano, il 35esimo delfino.

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Un altro delfino morto trovato questa volta nelle acque di Livorno. I cetacei trovati morti tutti tursiopi salgono ora a 35. Una moria ancora misteriosa sulla quale i tecnici di Arpat e i veterinari dell’università di Pisa e Siena stanno facendo accertamenti. L’ultimo caso riguarda San Rossore, dove è stato avvistato il corpo morto di un piccolo delfino di tre mesi, lungo meno di 140 cm vegliato dalla madre e dalla sorella. 

I militari della Guardia Costiera ed un biologo, hanno assistito ad una scena straziante, nel Santuario dei Cetacei, quel tratto di mar Tirreno e Ligure compreso tra la costa nord della Sardegna e la penisola di Giens. In mare era presente un piccolissimo esemplare di delfino tursiope femmina, probabilmente ancora in fase di allattamento.

La mamma e la sorella vegliavano il corpo del piccolo morto

I militari hanno percepito un evidente comportamento disperato e agitato degli altri due delfini adulti di sesso femminile, rimasti sempre vicino al piccolo tursiope morto. Si è trattato con molta probabilità della madre e della sorella del cucciolo, che facevano chiaramente capire di avere un legame molto stretto con il piccolo deceduto.

Quello che accomuna molti di questi decessi è che questi animali da qualche giorno non si nutrivano, infatti nelle ultime otto autopsie, sette avevano lo stomaco vuoto. Ora i tecnici di ARPA e dell’università di Pisa e Siena, stanno facendo accertamenti. Ci vorrà probabilmente tutto il mese di agosto per avere una risposta certa ma già si possono fare delle ipotesi.

Secondo gli esperti, l’inquinamento potrebbe essere una concausa della morte dei delfini perchè la presenza di sostante dannose che l’uomo immette nell’acqua, indebolisce le difese di questi animali di fronte ai virus ma si fa strada anche una seconda ipotesi che è quella di un’epidemia di Morbillivirus. Ma è solo un’ipotesi, occorre attendere i risultati delle analisi necroscopiche, che sono lunghe, perché richiedono delle colture.

Il genere del Morbillivirus comprende i virus che generano il morbillo dei cetacei, il cimurro del cane e quello delle foche, la peste bovina e la peste dei piccoli ruminanti.

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