Sequestrato canile di Narni dopo varie segnalazioni: soddisfazione per Bernini dei 5 Stelle

Il canile di Narni è stato sequestrato grazie all'intervento del portavoce parlamentare del Movimento 5 Stelle Paolo Bernini, del Consigliere Regionale Andrea Liberati e dei carabinieri.

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Terni – Soltanto una settimana fa il Portavoce parlamentare del Movimento cinque stelle On. Paolo Bernini, a seguito di numerose segnalazioni, si è recato presso il canile di Narni verificando una situazione del tutto illegittima e che lasciava presagire una gestione negligente. Da tempo Bernini riceveva segnalazioni che denunciavano presunti maltrattamenti dei gestori verso i cani ospitati nella struttura. La scorsa settimana il gestore del canile con una scusa banale aveva impedito a Bernini di poter entrare a visitare i cani giustificando il diniego dicendo che non avevano tuta e calzari.

“Ringrazio il Colonnello dei Carabinieri Dott. Capasso, e il Tenente Colonnello Petronio che con la loro preziosa collaborazione e il loro impegno hanno richiesto il sequestro di una struttura visibilmente gestita in modo illegittimo e con grave nocumento per gli animali” – lo ha riferito a NonSoloAnimali con soddisfazione l’Onorevole dei 5 Stelle Paolo Bernini.  “I canili non sono luoghi in cui costringere animali ad una vita da carcerati, ma dovrebbero essere luoghi di transito e, in questo, la normativa vigente non lascia spazio ad alcuna interpretazione.”
Praticamente come avviene in tanti canili, gli animali più che ad essere ospiti in attesa di trovare famiglia, non avevano la minima speranza di poter uscire.
 
”E’ chiaro che la norma non è rispettata nel canile di Narni come altrove, ma questo non significa che non si debba agire per ripristinare la legalità e restituire dignità e diritti agli animali. Inoltre si tratta di cospicui investimenti di fondi pubblici che certamente non possono e non devono essere utilizzati per una gestione tanto misera quanto inaccettabile, come quella in cui ci siamo trovati di fronte” -spiega il portavoce dei 5 Stelle.
 
“Per questo abbiamo richiesto tutti i dettagli del caso tramite l’accesso agli atti. Nel 2017, a 26 anni dalle legge 281/91 sul randagismo, i Sindaci devono essere consapevoli di avere il compito di occuparsi anche delle esigenze dei randagi e di esserne i responsabili. Non si può più tollerare che si lucri sulla pelle degli animali.”
 
Secondo i rilievi effettuati, le dimensioni dei box che contengono i cani sono fuori norma perchè troppo piccoli e verrà fatta luce sulla questione adozioni
 
La nostra redazione consiglia di fronte ad un diniego di adozione da parte dei canili, di scrivere al Comune della propria città e di redarre un esposto alle forze dell’ordine. Il cambiamento comincia da noi e questo va doverosamente ricordato.
 

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