Sentenza per vice presidente dei cacciatori veneti: sei mesi per maltrattamento animale

Il Tribunale di Vicenza ha condannato a 6 mesi l’ex vicepresidente dell’Associazione cacciatori veneti di Orgiano, Franco Marini, per maltrattamento di animali.

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La cagnolina di Marini che ha visto morire il suo cucciolo per la catena corta

Vicenza – Otto cani da caccia impigliati ed aggrovigliati alle catene, con escoriazioni al collo e senza un riparo dal freddo costretti sul pantano addirittura senza ciotola per cibo e acqua. L’unica ciotola che c’era era rovesciata. Femmine con accanto i 4 cuccioli partoriti da poco. La mamma aveva la catena al collo troppo corta, ed ha tirato fino a tagliarsi il collo per poter allattare i suoi cuccioli appena nati ma non è riuscita ad arrivare a loro tant’è che uno dei cuccioli è stato trovato morto. Ed ancora, uccelli da richiamo in una trentina di gabbiette minuscole e sporche, con le mangiatoie per metà ricolme di cibo raffermo e guano. Le gabbie erano poste in un ambiente malsano, senza finestre e al buio, con aria irrespirabile, con venti centimetri di feci sul pavimento. Tra i cani da caccia, vi erano anche cani non registrati all’anagrafe canina. 

La situazione perdurava da ben 15 anni ma finalmente una sentenza ha messo uno stop al maltrattamento animale.

I volatili di Franco Marini tenuti in un luogo fatiscente e in gabbie minuscole

I fatti accaddero nel 2013. Le circostanze raccapriccianti, dopo un sopralluogo di ENPA, fecero scattare nei confronti del padrone di casa dodici sanzioni amministrative, tre sequestri, tre denunce penali e due segnalazioni agli enti competenti. Ora il giornale di Vicenza, riporta la sentenza dell’ormai ex cacciatore condannato a 6 mesi di arresto per maltrattamento animale.

Il cacciatore al tempo negava ogni maltrattamento

Franco Marini, 59 anni, residente a Orgiano al civico 229 di via Pilastro, all’epoca dei fatti contestati, nel febbraio 2013, era vice presidente della locale sezione dell’associazione cacciatori veneti. Ora la condanna è arrivata dal giudice Raffaella Bordoni che ha ritenuto congrua la pena di sei mesi per maltrattamento animale. Sarebbe stata più ampia se il reato contestato sulla violazione della legge sulla caccia per il ritrovamento di un cucciolo morto, non fosse caduto in prescrizione.

Eppure al tempo dei fatti il cacciatore negava ogni maltrattamento in quel di Orgiano, in via Ca’ Muzzana, luogo dove Franco Marini deteneva gli animali in condizioni di assoluto degrado. L’auto difesa del vicepresidente dell´associazione cacciatori, intervistato dal Giornale di Vicenza sminuiva il tutto.

“Non passavo da quattro-cinque giorni perché pioveva e lì era tutto fango. Abrasioni al collo del cane? Niente di grave. Faceva freddo, pioveva. E c’era stata anche la neve. Per questo non sono andato dagli animali per quattro,cinque giorni, al massimo. E adesso se ne parla anche sul giornale. Che esagerazione.”

Sapeva che la sua cagna era gravida e stava per partorire?

“No, non lo sapevo” – fu la risposta del cacciatore. 

Possibile che un cacciatore esperto non sappia quando una cagna è gravida?

“Sì, cioè, lo sapevo” – ammette poi –“È che dovevano venirseli a prendere quei cuccioli (ma si riferisce a quelli già svezzati e non quelli appena nati, ndr). I cani che sono stati trovati dalle guardie non sono tutti miei. Quelli dell´Enpa si sono tanto scaldati perché non avevo messo il microchip. Adesso l’ho fatto e a breve lì darò via. Quel posto è un po’ lontano da casa mia, solo che le guardie sono capitate in un brutto momento: pioveva e non si poteva andare per il fango. Ma i miei cani li tratto bene. Ora li ho microchippati e ho messo dei bancali di legno a terra. La cagna legata? La catena l’avranno attorcigliata quelli dell´ENPA per scattare le foto. La ferita al collo? Niente di grave”. 

Marini, ma i cacciatori tengono tutti così gli animali?

“Io non rispondo per gli altri, io so che i miei animali li tratto bene.” 

In USA chi mal custodisce gli animali, viene intimato dal tribunale a detenere animali per anni o addirittura per tutta la vita. Legge che purtroppo ancora non è contemplata in Italia.

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