Scandaloso, la Repubblica Democratica del Congo ora acconsente le trivellazioni nei parchi naturali

Il governo della Repubblica Democratica del Congo ha deciso di consentire l'esplorazione petrolifera in due parchi naturali protetti, Virunga e Salonga.

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La decisione è fortemente osteggiata da attivisti ambientalisti, che sostengono la tesi per la quale la perforazione metterebbe a rischio la fauna selvatica e contribuirebbe al riscaldamento globale.

Circa un quinto del parco nazionale di Virunga sarà aperto alle trivellazioni petrolifere.

I parchi ospitano elefanti, gorilla di montagna in pericolo di estinzione, ippopotami e il bonobo, una scimmia anch’essa in via di estinzione. Entrambi i parchi sono Patrimonio dell’Umanità Unesco, con il parco nazionale di Salonga che copre 36.000 km quadrati del bacino del Congo, la seconda foresta pluviale al mondo dopo l’Amazzonia.

Ma qualcuno ha deciso di svendere al diavolo un patrimonio naturale dal valore inestimabile pur di trattare con i magnate del petrolio. Il governo infatti, ha difeso il suo diritto di autorizzare la perforazione ovunque nel paese, affermando in una dichiarazione, che è consapevole del fatto che ci vivono gli animali e come se trivellare fosse cosa di poco disturbo, ha promesso di proteggere gli animali e le piante nei due parchi.

Il gabinetto ha detto di aver approvato le nomine delle commissioni incaricate di preparare i piani per declassificare parti dei parchi, tra cui 1.720 km quadrati, o il 21,5%, del Virunga orientale del Congo, la più antica riserva naturale del continente.

I GORILLA DI MONTAGNA DESTINATI ALL’ESTINZIONE

La regione ha subito una crescente instabilità e violenza, con almeno 12 ranger uccisi negli scontri con gruppi armati e bracconieri nell’ultimo anno. I gorilla orientali (Gorilla beringei) vivono nelle foreste montane dell’est della Repubblica Democratica del Congo, nel Ruanda nordoccidentale e nell’Uganda sudoccidentale. Questa regione fu l’epicentro della “guerra mondiale” dell’Africa, alla quale furono anche vittime i gorilla. La sottospecie di gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei) è stata classificata come in pericolo critico dal 1996 a causa degli alti livelli di caccia illegale, distruzione e degrado degli habitat, si è registrata una significativa riduzione della popolazione negli ultimi 15-20 anni, e si prevede che questa riduzione continui nei prossimi 60 anni.

I BONOBO CACCIATI

Attualmente, la più grande minaccia alla sopravvivenza di Bonobo è di gran lunga il bracconaggio per il commercio commerciale di carne di animali selvatici. È stato stimato che nove tonnellate di carne di animali selvatici vengono estratte ogni giorno da un paesaggio di conservazione di 50.000 km² che ospitano i Bonobo e se non bastassero i bracconieri ora arrivano anche i petrolieri a fare man bassa di habitat naturale. 

 

In Nigeria ad esempio, le compagnie petrolifere per 50 anni, hanno estratto centinaia di milioni di barili di petrolio, che sono stati venduti sul mercato internazionale per centinaia di miliardi di dollari, ma il popolo del Delta del Niger non ha tratto praticamente nessun beneficio. Mentre i successivi regimi militari hanno usato i proventi del petrolio per acquistare ville a Mayfair o costruire castelli nella sabbia nella capitale lontana di Abuja, molti nel Delta vivono come i loro antenati avrebbero fatto centinaia, anche migliaia di anni fa – in capanne costruite a mano di fango e paglia. E anche se il Delta produce il 100% del petrolio e del gas della nazione, la sua gente sopravvive senza elettricità o acqua corrente pulita. Ma niente può fermare la sete dell’oro nero. Tra poco spariranno i gorilla di montagna e i Bonobo ma che importa…c’è ancora petrolio da vendere per chi è disposto a comprare morte!

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