Rocco accudiva 18 cani bisognosi, ma la cosa dava fastidio e tutti gli animali sono stati sequestrati

Sequestrati tutti i cani del volontario Rocco di Tollo, a causa delle segnalazioni del vicinato. L'uomo minaccia di darsi fuoco se non riavrà i suoi cani.

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Chieti – Rocco Di Tollo abita a Ortona, in provincia di Chieti in una confortevole casa di campagna con la sua famiglia. All’nterno di un paradiso verde, Rocco ha lasciato l’impronta del suo cuore a delle anime bisognose a quattro zampe che non ha più rivisto. Questa la storia:

Ci racconta Rocco che circa 30 anni fa, era una persona molto diversa da quello che è ora, lavorava in un mattatoio. Noi abbiamo sgranato gli occhi.

 – “Com’è stato possibile? – Abbiamo chiesto a Rocco Di Tollo. 

“Lo è stato perché non avevo una coscienza, ci dice Rocco, o se l’avevo era offuscata dall’ordinarietà delle cose, ma poi è un po’ come quando fai outing, di colpo capisci che quel che stai facendo non corrisponde a quel che sei e in quel momento è scattato in me un cambiamento totale e sono diventato animalista. Ho iniziato a collaborare con i vari canili e rifugi della zona offrendo stalli e instaurando una forte relazione affettiva con gli animali, anche quelli più schivi. Ho portato a casa vari cani, non vedenti, tripodi, semi paralizzati o comunque disabili. Tutti sono stati curati con amore e impegno.”

Il giudice però ha disposto che tutti i cani fossero sequestrati a causa delle lamentele dei vicini che segnalavano l’abbaiare dei cani troppo forte, ora dopo tante preghiere, Napoleone, un cane di quindici anni in fase terminale, è stato restituito a Rocco, così che possa vivere i suoi ultimi giorni con il suo amico del cuore. “Il GIP mi ha ridato solo quello”,  – ci dice Rocco con un nodo alla gola.

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Napoleone

  – Perché gli altri cani ti sono stati sequestrati Rocco?

“E’ una storia incredibile, quando ho comprato questa casa ho pensato che nulla avrebbe mai intaccato la pace e l’armonia che c’era in questo paradiso. Viviamo nel bosco, dove le gazze vengono a beccare le crocchette dei gatti, dove si vedono i falchi volare dove i cani possono respirare aria sana e vivere nel verde. Dei vicinanti hanno iniziato a lamentarsi per l’abbaiare dei cani e hanno richiesto una perizia di misurazione acustica. Sono iniziate le prime segnalazioni e da quelle sono passati alla denuncia. Quindi il giudice ha disposto un sequestro cautelativo, ma cautelativo di cosa?”.

“Ho fatto tutte le cucce con pavimento riscaldato, ho speso una follia per cercare di dare il miglior confort possibile agli animali. So per certo che di notte qualcuno veniva ad aizzare i cani per farli abbaiare. Sette cani erano miei e undici erano ospiti ma loro sono la mia vita e se non mi tornano i cani io mi do fuoco.”

“Non mi arrenderò mai,” – conclude Rocco – “io so che di aver fatto del bene e i vicini di casa hanno cercato di farmi del male e questa cosa io non l’accetto.”

Chi fa del bene andrebbe sostenuto e non punito e in questo caso sono stati puniti anche i cani, alcuni malati e tutti molto affezionati al loro umano. Non è questo il metodo di risolvere le cose. Divulgate il racconto e firmate la petizione così che i cani possano tornare dal loro amato Rocco.

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