Ragazzino di 14 anni trovato morto in Turchia, il popolo da la colpa ai randagi e li sta uccidendo tutti

Strage di cani inTurchia per la morte di un ragazzino di 14 anni a Kayseri. Si è sparsa la voce che siano stati i randagi ma altri dicono che sia stato violentato e ucciso.

5080
Cani randagi avvelenati in Turchia

Turchia Un 14enne al primo anno delle scuole superiori, è stato trovato morto non lontano da casa. Secondo le fonti ufficiali pare che sia stato attaccato da un branco di cani randagi ad Hacılar, città di provincia di Kayseri. Attivisti per i diritti animali invece, ritengono che la colpa non sia dei cani. Il corpo dell’adolescente infatti è stato stuprato e ucciso ma la famiglia avrebbe troppo vergogna per ammetterlo – lo dicono altri fonti non ufficiali.

Il fenomeno del randagismo di cani e gatti è noto in tutta la Turchia, ad Istanbul, città da oltre 15 milioni di abitanti, ne sono stati contati 150 mila. Non sono semplici randagi, ma sono cani dai mille padroni, sono i cani della città, che popolano i parchi, fanno un sonnellino al sole sulle rive del Bosforo e camminano tranquilli per le strade del centro.

Raramente girano in branco, al massimo a gruppi di due o tre. Sono dei cuccioloni generalmente di taglia media e grande, territoriali ma mansueti ed abituati al contatto con gli umani. I veterinari si preoccupano di controllare, registrare i cani all’anagrafe canina, curarli e sterilizzarli. I cani già operati, possiedono un orecchino di plastica per il riconoscimento.

Il comune di Istanbul, qualche anno fa,  ha introdotto dei dispenser per distribuire crocchette e acqua per i randagi, in cambio di bottiglie di plastica. Un’idea assolutamente geniale, etica ed educativa. Tuttavia, non sempre è tutto rose e fiori: il problema del randagismo ad Istanbul risale a tempi lontani e ancora oggi non è stato risolto. Anche se amati dalla maggioranza della popolazione, ci sono sempre persone che sono infastidite dalla loro presenza e di conseguenza cercano di sbarazzarsi di loro con qualsiasi mezzo . Dopo l’episodio del ragazzino ucciso, sono stati trovati anche nei rifugi, dei cani avvelenati con metodi particolari come la candeggina iniettata nelle vene.

Mamma e cucciolo avvelenati
Cuccioli uccisi con iniezione di candeggina

Dopo la tragedia, molti cittadini di Kayseri, si sono riuniti in centinaia davanti al sindaco con megafoni e a gran voce hanno chiesto che tutti i cani randagi vengano uccisi immediatamente.

Folla chiede l’uccisione dei randagi

Da qualche giorno in Turchia, i cani già odiati da prima e catturati periodicamente per essere uccisi, stanno morendo nel modo più atroce. Colpiti da spranghe, tagliati alle zampe con machete e avvelenati con ogni sostanza possibile, i randagi della Turchia stanno tutti pagando la colpa di essere venuti al mondo.

Sabato scorso, una folla inferocita  si è riunita davanti all’ufficio del sindaco a kayseri, per pretendere che i cani randagi vengano uccisi! 

“A quanto pare i residenti locali,  sono molto arrabbiati nei confronti degli amanti degli animali che li difendono e ovviamente anche nei confronti dei cani, e tristemente vengono sostenuti dai politici locali! Si sono uditi i colpi di pistola per tutta la notte” – ha scritto Bagdat Ozarslan, una volontaria di origine turche su Facebook.  “E ‘ molto strano che un incidente del genere abbia avuto luogo, poco prima che le modifiche sulla legge per il benessere degli animali fosse modificata. Una delle proposte è quella di catturare tutti i randagi e di chiuderli nei rifugi, ma ci sono state tante proteste contro questa scelta. E’ più probabile  invece che i rifugi vengano usati come punto di raccolta cani che dopo la cattura verranno soppressi. Questo è lo stesso scenario della Romania del 2013″ – dice Bagdat. 

Nel frattempo a causa di un odio che si sta propagando dopo l’episodio del ragazzino morto, nella città di Konya, sempre in Turchia, i cani vengono raccolti dalle strade e scaricati in montagna, proprio su ordine delle autorità locali. Fatti salire su camioncini senza copertura, alcuni arrivano a destinazione già morti.

Ad attenderli per fortuna c’è la parte buona del popolo turco fatta da volontari meravigliosi che pur rischiando delle ritorsioni, vanno in mezzo alla neve a cercare i randagi per portare loro del cibo. 

I volontari stanno accendendo dei fuochi nelle taniche con combustibili liquidi per dare un po’ di calore ai poveri cani. 

 

Alcuni esercenti commerciali cercano di proteggere i cani come possono e hanno deciso di dare ospitalità e riparo ai randagi, per dare la possibilità ai cani di stare al caldo e di essere protetti dalle catture. Un caffè di Kokaeli ha fatto entrare più cani possibili nella sua attività. Per i cani della Turchia il momento è difficile, si conta solo sulle buone azioni dei volontari che vogliono il bene degli animali.

LASCIA UN COMMENTO