PORDENONE, CONSIGLIERA COMUNALE PICCIN TROPPE NUTRIE UCCIDIAMOLE

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Non è specie protetta e sono dannose. Servono i cacciatori oppure vanno uccise con il veleno.

 

La proposta sembra una sparata inconsapevole, fatta a caldo e che non bada alle conseguenze del danno che si potrebbe creare a tutto l’ ecosistema.
La consigliera comunale MaraPiccin, capogruppo della Lega in Municipio, non usa mezze misure: le nutrie? Sono dannose e quindi vanno abbattute. Come? O liquidate come si fa per i ratti, con le trappole velenose, oppure abbattute a fucilate con l’aiuto dei cacciatori.

La richiesta della consigliera arriva all’indomani della presenza accertata di nutrie anche nel parco del Seminario. Mara Piccin va giù dura. «Non capisco perché – attacca – nonostante sia stato portato l’argomento all’attenzione del consiglio comunale e della stesa giunta retta da Claudio Pedrotti – il problema non sia stato ancora affrontato in maniera radicale, soprattutto ora che è stata notata la presenza in una delle aree verdi cittadine più frequentate. La nutria – va avanti – è stata da mesi stralciata dall’elenco delle specie oggetto di tutela parziale e quindi non essendo considerata fauna selvatica, il prelievo è consentito per tutto l’anno e con le modalità previste per topi e ratti.

Quanto tempo ci vuole prima che il Comune dia mandato a una ditta o chieda la collaborazione dei cacciatori per fare piazza pulita?».
Piccin spiega: «La presenza della nutria in città è dannosa per motivi di carattere ecologico, territoriale ed economico e può presentare problemi di carattere sanitario anche per l’uomo essendo vettore di agenti patogeni. L’intervento del Comune non può farsi attendere».

In realtà da analisi effettuate presso gli Istituti Zooprofilattici su carcasse di Nutria hanno evidenziato una bassissima frequenza di positività a forme di Leptospira, tutt’al più paragonabile a quella normalmente riscontrabile in altri animali selvatici presenti nei medesimi territori.

La presenza di anticorpi per Leptospira è un referto frequente negli animali selvatici sani e non è sinonimo di leptospirosi
né di rischio di trasmissione della malattia.
Non esistono casi documentati di malattie che siano state trasmesse dalla nutria all’uomo o agli animali domestici. La nutria non rappresenta pertanto alcun pericolo dal punto di vista igienico-sanitario, né ha un particolare ruolo nella trasmissione e diffusione di malattie.
(Wildlife Disease Association, 1998; Scaravelli & Martignoni, 2000; IZP Brescia, 2000;
Cocchi & Riga 2001).

E alle dichiarazioni riportate al quotidiano Il Gazzettino, risponde con una dichiarazione il delegato regionale del Friuli Venezia Giulia, Alessandro Sperotto.

“Gent.ma Redazione,”- scrive Sperotto- “allego alla presente la posizione della
associazione che rappresento a livello regionale La Lega per l’Abolizione della Caccia Onlus in merito alla questione nutrie.
Oltre a quanto inserito nell’opuscolo allegato che è molto breve ma altrettanto utile e prego di leggere, preciso e mi soffermo brevemente
riferendo che:
Le affermazioni della Conigliera Piccin sono sconsiderate e pericolose e se attuate metterebbero a repentaglio non solo la sopravvivenza dei docili “castorini” ma di tutta la fauna selvatica particolarmente protetta anche a livello comunitario, che favorita dalla vegetazione di ripa del fiume Noncello, abita da decenni la città di Pordenone.
Sparare e avvelenare come notorio non risolve alcun problema ma anzi lo amplifica e reca danno anche alle altre specie. Le carcasse degli animali avvelenati finiscono nella catena alimentare, pensiamo ai rapaci o ai mammiferi come le volpi.
La consigliera Piccin dovrebbe sapere, poi, che non è praticabile legalmente la caccia in simili circostanze”.

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