Piano randagismo Regione Sicilia: limita le adozioni, se fa compassione un cane è adozione forzata

Musumeci, governatore della Sicilia, ha approvato un piano che crea l’aumento del randagismo.

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Il Presidente della Regione Sicilia Sebastiano Musumeci e la Giunta Regionale hanno approvato delle linee guida sulla prevenzione del randagismo che mirano all’esatto contrario del prevenire.

“Le nuove linee guida per il contrasto del randagismo, approvate dalla Giunta regionale della Sicilia, sono una vera e propria dichiarazione di guerra a tutti coloro che hanno a cuore la tutela animale” -a dirlo in un comunicato stampa, è il Segretario nazionale di “Rivoluzione Animalista”, Gabriella Caramanica. 

Musumeci

“Infatti, il documento non si configura come opportuno strumento per il contenimento del randagismo,” – spiega Caramanica, – “Le uniche regolamentazioni minuziose sono rivolte, guarda caso, a limitare l’azione dei volontari, che già operano in condizioni difficili.

 

Follia del testo: se vuoi adottare un cane perché ti fa compassione è un’adozione forzata

Come se non bastasse, nelle linee guida non si rinviene una sola indicazione concreta circa le modalità di incentivazione delle adozioni nei canili – addirittura vengono scoraggiate quelle che vengono definite le “adozioni forzate”, cioè quelle dettate da motivi compassionevoli -, né vengono definite con chiarezza competenze e responsabilità delle Asp nell’attuazione di piani straordinari di controllo e sterilizzazione dei cani.”

Continua il business di produzione dei cani randagi

Nel testo si arriva ad affermare che le sterilizzazioni di massa possono risultare controproducenti per arginare il fenomeno del randagismo. Inoltre, anziché incoraggiare il censimento della popolazione canina, verrà sanzionato chi non farà microchippare i cuccioli di età superiore a sessanta giorni, scoraggiando così chi non è ancora in regola a compiere il proprio dovere. Un piano ben pensato per non fermare la produzione insomma.

In un video pubblicato su Facebook il vice Sindaco e candidato sindaco alle prossime elezioni di Partinico (PA), Maria Grazia Motisi, rilascia un’assurda dichiarazione affermando che “se un cane è randagio significa che vuole vivere libero”. Come se fosse il cane ad aver scelto di essere randagio. 

Il video coincide con le dichiarazioni Gabriella Caramanica, che dice : “per quanto riguarda le strutture di ricovero, il documento regionale sembra focalizzare l’attenzione sulle strutture “non ufficiali”, le quali presentano carenze strutturali e problemi di sovraffollamento, per cui è certamente necessaria un’intensa attività tesa alla loro riqualificazione, ma vanno anche controllate le strutture ufficiali che presentano situazioni di sovraffollamento: realtà che nelle linee guida viene sottovalutata.”

Sbarramento e selezione dei volontari ficcanaso nei canili e nei rifugi

Quanto all’accesso nelle strutture da parte dei volontari, da un lato si afferma che questi dovrebbero accedere senza bisogno di speciali procedure e autorizzazioni presso i rifugi per il controllo della gestione delle strutture medesime, ma dall’altro vengono imposti vincoli stringenti, laddove si prevede che le visite devono essere autorizzate da un medico del servizio veterinario e gestite da personale specializzato e che chi intende frequentare il rifugio deve fare un corso di formazione.

Riassumendo, le indicazioni limitano le attività del volontariato.  Un provvedimento così limitante e contraddittorio sulla tutela dei randagi in Sicilia non si è mai letto, ed è per questo ti invitiamo a scrivere alla Regione e allo Stato per chiedere che venga impugnato e modificato al più presto.

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