LEAL, sui nove macachi liberati dalla sperimentazione: una scelta o una strategia?

Nove macachi liberati in cambio di sei trattenuti. Secondo LEAL è una mossa di depistaggio per proseguire con il progetto LIGHT UP.

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In questo momento particolare in cui, da ogni dove, si levano proteste contro il progetto Light-UP arriva questa notizia: nove macachi sono stati liberati. Alla Lega Antivivisezionista la cosa suona strana e scrive:  “Ma guarda che coincidenza.”

Il progetto Light -Up prevede per un altro gruppo di sei macachi, un iter di torture e morte per gli animali che vengano destinati ad essere mutilati chirurgicamente nella capacità di vedere, infine soppressi, nell’ambito di una sperimentazione scientifica autorizzata e finanziata al Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino che la conduce in collaborazione con l’Università di Parma.

Ma ecco che la vigilia di Natale, nove macachi sono usciti dallo stabulario dell’Iss dove risiedevano dal 2008, importate dall’isola di Mauritius. Selezionati per testare la risposta immunologica agli attacchi di agenti infettivi con l’inoculazione nel loro sangue di particelle virali. Dopo una lunga procedura seguita passo passo dal presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, i macachi sono stati portati in Toscana nel Centro di Recupero di Semproniano, che ospita altre 2 colonie dismesse dai laboratori dell’Università di Modena e Padova.  Eppure la LEAL non ci vede chiaro.

Da una parte abbiamo 6 macachi rinchiusi in uno stabulario a cui verranno provocati danni nel campo della visione e poi saranno uccisi per completare gli studi. Questo è il progetto LIGHT-UP, finanziato con 2 milioni di euro dalla UE, che ha provocato tanta indignazione e ha dato il via a proteste che non si attenuano e che vengono riportate dai media.
Dall’altra abbiamo l’annuncio della “liberazione” di 9 macachi che sono stati usati nella sperimentazione animale. Come dire: “ve ne diamo 9 ce ne lasciate 6” – dice LEAL. 

“Verrebbe da pensare che i 9 macachi ormai sfruttati abbiano avuto salva la vita in cambio dei 6 macachi impiegati nel progetto portato avanti nelle Università di Parma e Torino.”

“Ci suona tanto come una strategia dell’ultimo momento questa “liberazione”. Una strategia messa a punto in un momento importante. Siamo portati a pensare ad una mossa improntata a far dichiarare che, si, gli animali sono indispensabili ma tutti coloro che, purtroppo, sono costretti ad usarli sono buoni e preoccupati per loro. Sembra davvero un tentativo di sopire le proteste di coloro che condannano l’uso degli animali nella ricerca.”

I macachi che erano arrivati nel 2008 dall’isola di Mauritius sono stati “liberati” dicono.
Aggiungono anche che sono stati usati “nel rispetto del loro benessere”. E non si capisce di quale benessere stiano parlando. Può esistere benessere per animali che vivono chiusi in gabbie e ai quali vengono inoculate particelle virali?

“Dovranno imparare a vivere in libertà” – aggiungono. Diciamo pure che semplicemente dovranno imparare a vivere, perché la loro finora, chiusi in un laboratorio, non è stata vita. La loro la vita, quella vera predisposta da Madre Natura, è stata negata.

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