Le cade il cellulare in acqua, il beluga riemerge dall’acqua con il telefonino in bocca e lo restituisce alla donna

Gli animali possono insegnarci delle lezioni di gentilezza. E' il caso di un beluga gentile che vive nel mare della Norvegia.

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Una balena beluga ha salvato lo smartphone  di una giovane donna dopo che il telefonino le è caduto in acqua ad Hammerfest, in Norvegia. 

Ina Mansika si è sporta troppo dalla barca sui cui viaggiava con gli amici. Si è appoggiata sul parapetto dell’imbarcazione, troppo vicino all’acqua e prima che potesse rendersene conto, il suo telefonino è scivolato fuori dal taschino della giacca ed è caduto nel mare aperto. La balena beluga, che nuotava accanto alla barca, ha visto la scena ed ha recuperato con delicatezza il cellulare che stava scendendo in profondità.  Una scena che ha sbalordito tutti i presenti. 

Molto lentamente il beluga è risalito in superficie con il cellulare in bocca e con estrema delicatezza ha avvicinato il suo muso tondo proprio verso la donna che ha perso il suo smartphone. Nel video si vede la ragazza che rimane estasiata per l’emozione. Il beluga è un cetaceo molto affettuoso e non se n’è andato subito. Si è lasciato ringraziare con carezze e parole dolci. 

E se i beluga sono gentili con l’uomo, non sempre si può dire il contrario

Sfruttati nei delfinari, cacciati per il consumo di carne da esportare nei paesi asiatici, o sfruttati dagli eserciti per diventare spie, i beluga non hanno pace.

I beluga sono un tipo di cetaceo abituato a vivere in branco. Anche per questo, simili animali hanno l’abitudine di collaborare tra loro e maturano un’intelligenza di tipo sociale.  Proprio per la loro intelligenza e la loro abitudine di vivere in mari molto freddi, i beluga sembrano essere stati utilizzati anche dalle forze armate di alcuni paesi come spie.

Appena qualche settimana fa, infatti, proprio in Norvegia si è avvicinato a una barca di pescatori un altro esemplare di questo tipo di balena bianca. Il beluga indossava un’imbracatura che senza grandi dubbi è stata attribuita all’esercito russo. Si è quindi ipotizzato che l’armata del Cremlino utilizzi questi cetacei anche in attività di spionaggio, forse montando sopra a simili imbracature delle telecamere. L’ipotesi sembrerebbe realistica, dato che già in passato l’Unione Sovietica utilizzò foche e delfini per simili scopi.

 
 

 

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