LAV ha richiesto la presa in carico delle 8 tigri sequestrate che hanno ucciso il domatore Ettore Weber

L'associazione ha fatto richiesta di tutela delle tigri attualmente in stato di sequestro lo zoo di Fasano.

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“Abbiamo presentato al giudice formale richiesta di prendere in carico, insieme all’associazione olandese AAP, le tigri protagoniste della drammatica morte del domatore Ettore Weber: siamo disponibili ad occuparcene, trasferendole in un Centro specializzato nel recupero di animali esotici vissuti in cattività. Questa soluzione rappresenta un’opportunità unica per far sì che gli otto animali sequestrati possano avere un’alternativa a quella che è stata sin qui la loro vita, in cui sono stati ridicolizzati, sfruttati, domati e forzati a svolgere azioni del tutto contrarie alla loro natura”, – dichiara la LAV.

A seguito della morte del domatore Ettore Weber, infatti, il PM Giuseppe Dentamaro della Procura della Repubblica di Bari, ha disposto il sequestro probatorio di tutte e 8 le tigri di proprietà della famiglia Weber che, nella notte tra il 4 e 5 Luglio, sono state trasferite allo Zoo Safari di Fasano, struttura nominata dal giudice come custode temporaneo. Lo Zoo di Fasano ha espresso la sua impossibilità di accogliere questi animali, che dunque attualmente sono ancora detenuti all’interno del mezzo adibito per il loro trasporto (di circa 20 mq) in un’area dello zoo.

Le trasferiamo in un centro di recupero

LAV, grazie anche al supporto del partner olandese AAP, ha oggi trasmesso al Giudice formale richiesta, offrendosi di accogliere tutti gli otto animali presso Primadomus, Centro di recupero per animali esotici e “pericolosi”, in Spagna.

“Questo nuovo incidente, l’ultimo di una lunga serie, rende evidente che l’impiego degli animali nei circhi è un vero rischio per la salute e la sicurezza pubblica”, – ha dichiarato David Van Gennep, CEO di AAP, realtà internazionale all’avanguardia nel recupero di animali esotici e nel contrasto ai traffici, che ha già all’attivo positive collaborazioni con LAV, nella gestione di grandi felini e di primati.

“Lo scenario aperto dalla tragica morte del domatore, con la necessità di trovare una sistemazione per gli animali, non è un fatto isolato, ma una triste consuetudine che si ripete ogni volta che animali esotici vengono sottoposti a sequestro, ad esempio, in caso di maltrattamento – dichiara LAV e fa notare – la nostra soluzione, per animali come questi che, purtroppo, dopo una vita di addestramento forzato e cattività, non possono essere rimessi libertà nei luoghi di origine della loro specie, è la migliore possibile”.

Il danno irreparabile inflitto ad animali sottratti al loro habitat, o comunque nati già condannati alla cattività e resi inadatti al ritorno in natura, rappresenta un’ulteriore conferma della necessità e urgenza di seguire l’esempio degli oltre 50 Paesi che in tutto il mondo hanno già deciso di vietare l’uso degli animali nei circhi e, quindi, approvare il Disegno di Legge di riforma dello spettacolo in discussione al Senato nei prossimi giorni, con la totale eliminazione dell’uso degli animali, il rilancio degli spettacoli circensi senza gli animali e la previsione di strutture adeguate per l’accoglienza e il recupero di questi ultimi.

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