Ispra alle Regioni: fermate la caccia! Siccità e incendi hanno fatto strage

Non aprite la caccia! E' l'appello dell'Ispra, che chiede a gran voce il fermo dell'aperttura della stagione venatoria.

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Dobbiamo fermare la caccia. Siccità e incendi hanno decimato la fauna selvatica. Quei pochi animali non finiti tra i carboni ardenti, faticano a trovare cibo e acqua per il loro sostentamento. La situazione è al limite e privare l’ambiente di altre creature viventi per il gusto della tiro alla doppietta, non ha davvero alcun senso.

Siccità

“Il perdurare di condizioni climatiche estreme,”- scrive l’Istituto del Ministero e dell’Ambiente – “soprattutto nel caso di specie che nel nostro Paese raggiungono il limite meridionale del proprio areale, determina un peggioramento delle condizioni fisiche degli individui rispetto a quanto si registra in annate caratterizzate da valori nella norma dei parametri climatici poiché risulta necessario un maggior dispendio energetico per raggiungere le fonti idriche, che si presentano ridotte e fortemente disperse. Ciò può condizionare negativamente il successo riproduttivo e aumentare la mortalità degli individui giovani e adulti, a causa di una maggior vulnerabilità  a malattie e predazione.”

Incendi

E’ stato bruciato il 260% del territorio in più rispetto al decennio precedente. Per questo motivo, l’esercizio dell’attività venatoria a carico di talune specie può rappresentare un ulteriore motivo di aggravamento delle condizioni demografiche delle popolazioni di fauna selvatica, nelle aree percorse dagli incendi e quando gli incendi si siano succeduti nell’arco degli ultimi anni negli stessi comprensori.

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Le amministrazioni competenti dovrebbero attivare specifiche iniziative di monitoraggio della fauna selvatica stanziale o nidificante, potenzialmente oggetto di prelievo venatorio, assumendo eventuali misure di limitazione del prelievo stesso. In particolare dovrebbero essere emanati adeguati provvedimenti affinché il divieto di caccia nelle aree forestali incendiate (come già previsto dalla Legge 353/2000, art. 10, comma 1 per le sole aree boscate) sia esteso almeno per due anni a tutte le aree percorse dal fuoco (cespuglieti, praterie naturali e seminaturali, ecc.), nonché ad una fascia contigua alle aree medesime.”

Ora è compito delle Regioni, stare agli appelli e decidere se stare dalla parte degli animali e dell’ambiente o da quella dei cacciatori il cui compito è quello di sottrarre al territorio altre vite da sterminare, semmai ne troveranno.

 

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