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In Italia non ci sono incendi ma si è deciso di abbattere 350 daini al Parco del Circeo

Il motivo dell'abbattimento è che sono troppi e rovinano il territorio.

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L’Ente di gestione del Parco Nazionale del Circeo, ha deciso che i daini sono troppi e devono essere abbattuti. In un momento in cui è straziante sapere che in Australia ormai i miliardo di animali ha perso la vita, e altri 1.500 cammelli selvatici vengono abbattuti per contrastare la mancanza di acqua, Roma, proprio in questo periodo, prende una decisione che è a dir poco scandalosa. 

350 daini saranno abbattuti nell’arco di tre anni e il motivo è che sarebbero in troppi e potrebbero rovinare l’ambiente. I daini, che dal 1953 vivono in un recinto di 400 ettari, sono fuggiti dalla cattività e, proliferando, secondo il direttivo, potrebbero creare problemi all’ecosistema del Parco e minano la sicurezza del personale.
Per questo motivo, il Consiglio Direttivo del Parco del Circeo, attraverso la delibera n.2 del 23 gennaio 2017, aveva deciso di optare per l’abbattimento dei daini come soluzione al problema. Soluzione che veniva approvata da tre voti favorevoli: l’unico contrario era stato quello di Piero Vigorelli Sindaco di Ponza.
A due anni dalla delibera, il 30 dicembre 2019, il Direttore del Parco Paolo Cassola, rende operativa quella decisione.

Vigorelli ha motivato la sua contrarietà in un comunicato: “Questi splendidi animali erano stati introdotti nel parco dagli anni ’50 per ripopolarlo, ed erano stati messi all’interno di un recinto. Ci hanno messo poco a capire come fuggire, spandendosi nel verde meraviglioso del parco e cominciando una nuova vita in libertà. Ma si tratta di piano di sterminio, meticoloso quanto infame, dettagliatissimo quanto orribilmente cinico, con battute di caccia notturne, per convogliare gli animali in dei corral mobili, con i cacciatori appostati su altane a circa quindici metri da terra ed equipaggiati di fucili con visori notturni”.

Sono stati stanziati 170.000 euro per ucciderli

“Il Parco – incalza Vigorelli – arriva perfino alla morbosità di calcolare un peso medio di 40 chili per capo, e quindi un totale di 14.000 chili di carne fresca da immettere sul mercato. Sono stati stanziati – spiega Vigorelli in un post pubblicato su Facebook – la bruttezza di 170.000 euro per un’operazione che, ammaliata di dolci parole, viene battezzata “Piano gestionale del controllo del daino nella foresta demaniale. Vale a dire, inizio della mattanza dei daini nella foresta del Parco”.

“Dopo qualche giorno,– scrive Vigorelli su Facebook, – la notizia della programmazione della mattanza ha scatenato un vero putiferio e un’estesa mobilitazione di persone e di associazioni. Una petizione ha già raccolto migliaia di firme e in alcuni studi legali si sta studiando la possibilità di adire al Tar di Latina per l’annullamento delle delibere del Parco sul Piano di Gestione e sulla “fase attuativa” dello stesso Piano.”

 

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