Il più grande museo da caccia del mondo ospita 420 specie di animali uccise da un solo uomo

Il cacciatore 79enne, ha vissuto sparando ad ogni tipo di animale per creare una collezione privata che conta 420 specie di animali imbalsamati.

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Marcial Gómez Sequeira, ex presidente di Sanitas (che per assurdo è è una compagnia spagnola assicurativa che fornisce servizi a tutela della salute e del benessere), ha impagliato centinaia di animali nella sua dimora a La Moraleja, il quartiere più ricco di Madrid e dell’intera Spagna.

Ad intervistare il controverso personaggio è il quotidiano El País. In una delle sue due cascine di caccia c’è il mondo animale imbalsamato: un leopardo dello Zimbabwe, una tigre della Thailandia, un leone del Sud Africa, un ocelot del Messico, un ghepardo della Namibia, un rinoceronte bianco dell’Angola e tanti altri animali.

“Non so nemmeno quanti animali ho cacciato nei 48 anni in cui sono stato a caccia di selvaggina in tutto il mondo, ma saranno diverse migliaia e oltre 420 specie”. La sua collezione, va aumentando e sarà “tra pochi mesi” il più grande museo della caccia al mondo.

Fino al 1988, Marcial Gómez Sequeira era il partner di maggioranza di Sanitas, l’impero spagnolo della salute privata fondato tre decenni prima da suo padre, Marcial Gómez Gil. Quell’anno, il figlio decise di vendere le sue quote per quasi 22.000 milioni di pesetas (circa 320 milioni di euro oggi) alla multinazionale britannica BUPA. La vendita, servì a finanziare la caccia ai trofei.

Gomez Sequeira, è fiero di avere la collezione più “completa”del mondo. Ha girato diverse volte il pianeta e con il suo fucile Weatherby 300, spiega indicando qua e là ha sparato a: un lupo dell’Alaska, una scimmia del Camerun, un armadillo degli Stati Uniti, un gatto dorato africano della Liberia, una iena maculata del Mozambico, un coccodrillo dalla Tanzania, un orso polare dal Canada. In pratica possiede una specie di arca di Noè al contrario di animali trucidati.

Gómez Sequeira, nato 79 anni fa a Madrid, ha deciso di portare le sue centinaia di animali tassidermizzati nella sua villa per trasformarla in un museo da collezione di “cadaveri”. La cosa anzichè indignare ha colpito in positivo il sindaco di Olivenza, Manuel González Andrade, intenzionato ad attirare i turisti e ad istituire una mostra in un edificio storico dove saranno esposti 1.250 animali freddati in natura.

Il primo safari di Gómez Sequeira risale al 1971 in Mozambico, quando pagò 60.000 pesetas e uccise 35 specie di animali, tra cui una zebra, un leone, un ippopotamo e un elefante. “Questa è la raccolta di piccole antilopi” – ha detto al giornalista indicando una fila di animali massacrati pur di possedere la loro bellezza.  “Sembra incredibile che abbia cacciato tutti questi animali, ma sono frutto di 48 anni di caccia e di tre o quattro safari all’anno ” – ha detto con Sequeira con orgoglio.
 
 “Ho viaggiato molto ma in modo produttivo” – ha detto il cacciatore. In Sudafrica, i proprietari dei ranch mettono all’asta esemplari particolari ottenuti dall’allevamento in cattività. Gómez Sequeira nel 2018, ha partecipato attivamente ad uno di questi “safari colorati” come li definisce lui, portando con se suo nipote, di 15 anni. Insieme al minore ha ucciso uno gnu dorato, un’impala nera, un orice d’oro e una gazzella.

“Quattro anni fa, uccidere uno gnu dorato costava 30.000 o 40.000 euro. Ora trovi prezzi più convenienti per entrare nei safari. Si può sparare ad un animale con un costo che va dai 6.000 e 10.000 euro “.

Gli aneddoti di quel che pare un cacciatore ossessionato, sono pieni di nomi noti. “Quando sono arrivato in Persia nel 1973, sono andato nella riserva di caccia dello scià. E si scopre che colui che era lì a caccia di montoni, invitato dal fratello dello Scià di Persia, era il re Juan Carlos ”, – ricorda. “Il re ha due anni più di me: è del 1938 e io sono del 1940. Siamo legati da una grande amicizia e lo ammiro molto. Mi ha anche ricevuto in occasione della gestione del Real Madrid, con i trofei che abbiamo vinto e gli abbiamo offerto. Juan Carlos è un grande cacciatore, un grande cacciatore di pernici. Ho cacciato con lui molte volte– ha aggiunto.

 “Non sono un killer – dice convinto – non mi piace dare la caccia al numero, preferisco la qualità, le specialità”, – afferma. Lo scorso febbraio, un cacciatore americano ha pagato 110.000 dollari per uccidere una specie di capra protetta dal Pakistan. Gómez Sequeira stranamente non ha quella specie in casa sua. “Non ci proverò perché costa 100.000 euro e i fondi scarseggiano. Ho molti anni e me ne restano ancora pochi per cacciare ma ho ancora la forza di andare in montagna e continuare a sparare. Continuerò a cacciare fino a che il mio fisico resisterà.”

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