Il figlio gioca tranquillo dentro la sua casa ma gli arriva la fucilata di un cacciatore dalle finestre aperte

Il padre del bambino non si da pace, sono tutti spariti per la paura e nessuno ha aiutato mio figlio.

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Forlì – Quel che è accaduto domenica a San Giorgio di Cesena, è uno dei tanti episodi di incidenti passivi provocati dalla caccia. Daniele Alessandi, il padre del bambino colpito da un pallino del fucile sulla schiena, ha raccontato tutto in una video intervista.

“Eravamo in cucina, mia moglie era ai fornelli quando la pallottola ha colpito una pentola e poi di rimbalzo la schiena di mio figlio.”  Il bambino ha urlato di colpo- “aiuto, aiuto mi brucia tanto”. Sembrava un’agguato, la figlia più grande è fuggita, la moglie d’istinto si è tuffata sotto il tavolo della cucina ma una frazione di secondo dopo ad avere la peggio è stato il bambino che ha subito un trauma che non dimenticherà mai e per fortuna la pallottola lo ha colpito di striscio ma poteva andare molto peggio. Ogni anno quando si apre la caccia è un fuggi fuggi generale, anche una passeggiata accanto ai boschi, può essere pericolosa, non ci sono controlli e i cacciatori sparano pericolosamente anche vicino alle case.

Il signor Daniele dopo l’esplosione, è corso dietro al cacciatore che abituato al comportamento vigliacco di chi spara ad animali indifesi, si è dato immediatamente alla fuga e di lui si sono perse le traccie. La gente in strada che ha sentito le urla, si è dileguata in pochi secondi senza preoccuparsi della sorte del bambino.La famiglia ha sporto denuncia contro ignoti e ora si cerca di risalire all’identità del responsabile ma sarà difficile venirne a capo perchè i compagni di caccia che erano sul luogo non aprono bocca, nessuno ha visto e nessuno ha sentito. Niente di cui stupirsi!

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