I satelliti della NASA riprendono il polmone del mondo che sta bruciando: l’Amazzonia

Le immagini riprese dai satelliti della NASA sono scioccanti

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Questa è la foresta pluviale amazzonica in Brasile in questi giorni. Secondo i rapporti del National Space Research Institute (INPE), ci sono un totale di 72.843 incendi in Brasile, che rappresentano un aumento di oltre l’80% rispetto allo stesso periodo del 2018.

Queste immagini hanno rilevato quasi 10.000 nuovi incendi boschivi nel paese, principalmente nel bacino amazzonico dove sono colpite 68 riserve protette per motivi ambientali o dagli indigeni che vivono lì.

Secondo i satelliti della NASA, il 50,5% dei focolai mostrati sulla mappa si trova in Amazzonia. I punti di bioma chiusi rappresentano il 39,1%. Forse la cosa più allarmante è che la maggior parte degli stati dell’Amazzonia hanno incendi molto al di sopra rispetto alla media storica.

I gruppi ambientalisti dichiarano Jair Bolsonaro, Presidente del Brasile, come uno dei maggiori colpevoli, dato che non persegue un piano di controlli nel paese. Alcune settimane fa, il capo dell’INPE, Instituto Nazional de Pequisa Espacial (Istituto Nazionale di Ricerca Spaziale), è stato licenziato dopo una discussione con Bolsonaro sui dati sulla deforestazione.

C’è una relazione fra deforestazione e incendi

In un’intervista con InfoAmazonia, il ricercatore Alberto Setzer, coordinatore del Burn Monitoring Program di INPE, ha spiegato che nell’anno 2019 si sono accumulati già un totale di incendi simili a quelli del 2016.

“Entro la fine dell’anno 2019 probabilmente corrisponderanno o supereranno la misura di tre anni fa, – ha aggiunto Setzer, – tuttavia, dobbiamo capire che esiste una correlazione tra combustione e deforestazione verificabile solo nel corso degli anni, poiché da sempre si osserva che nei luoghi in cui vi è una maggiore deforestazione c’è anche un numero elevato di incendi”.

Jair Bolsonaro ha tenuto una conferenza stampa in cui ha promesso: “Sto aspettando il prossimo che si inventerà una nuova versione dei fatti. Se sei allarmante, riconoscerò che sei un falso”.

“La cosa più terribile è che il tempo secco dovrebbe raggiungere il suo clou tra agosto e settembre” – ha detto Setzer.  Le previsioni meteorologiche emesse a luglio dall’INPE per i prossimi tre mesi indicano una piovosità idel 40-50%, e quindi inferiore alla norma per la parte centrale e settentrionale dell’Amazzonia.

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