Green Hill, ribaltata la sentenza per uno dei veterinari assolti: condannato a 3 anni di carcere

LAV e Legambiente: finalmente è emersa una verità evidente che non si poteva negare

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Brescia – La Corte d’appello di Brescia ha ribaltato la sentenza di primo grado del Tribunale che aveva assolto tutti per i maltrattamenti di animali avvenuti all’interno di Green Hill, l’allevamento di beagle di Montichiari chiuso nel 2012. E’ stato condannato Roberto Silini, uno dei due veterinari dell’Asl di Brescia per concorso in maltrattamenti di animali, uccisione, omessa denuncia e falso in atto pubblico. Condannati inoltre per falsa testimonianza i tre ex dipendenti di Green Hill, Cinzia Vitiello, Antonio Tabarelli e Antonio Tortelli. La Corte d’Appello ha, invece, confermato l’assoluzione del secondo veterinario Asl imputato.

Per LAV e Legambiente finalmente giustizia è fatta

“Con questa sentenza la Corte d’Appello ha confermato che era impossibile che durante i controlli dei veterinari pubblici, non fossero emerse evidenze dei maltrattamenti e delle uccisioni ingiustificate verificatesi nella struttura, per le quali i vertici e il veterinario della struttura sono stati condannati in tutti e tre i gradi di giudizio -ha affermato la LAV in un comunicatoNon abbiamo mai perso la fiducia nella giustizia, consapevoli che gli elementi di prova fossero sufficienti ad evidenziare le responsabilità dell’imputato. Ci auguriamo che nel frattempo la ASL di Brescia abbia migliorato le procedure di ispezione sul benessere animale, affinché non sia più possibile che in strutture sotto il suo controllo, gli animali siano uccisi o muoiano in violazione della legge”.

Per Legambiente che insieme a LAV fece un esposto, – “La sentenza restituisce finalmente verità e coerenza rispetto a quanto accadeva ai beagle all’interno dell’allevamento di Montichiari. Qui tremila cani allevati al fine di essere sottoposti a sperimentazione, erano tenuti in condizioni contrarie alla loro natura, maltrattati e uccisi se non rispondevano alle esigenze commerciali. Ci teniamo a ricordare che il veterinario pubblico è il primo difensore della vita degli animali e la sua funzione non è finalizzata all’ottimizzazione del risultato dell’impresa, ma alla garanzia di tutela della salute e del benessere degli animali. Legambiente, che si è costituita parte civile nel processo, si è battuta e si batterà affinché non si ripetano mai più in Italia casi vergognosi come quello di Green Hill”.

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