Giappone, gennaio di sangue a Taiji, altri 26 delfini sono stati uccisi nella baia maledetta

Un gruppo di 26 delfini è stato massacrato dai cacciatori nella baia di Taiji, in Giappone

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La notizia è stata riportata da Ric O’Berry, fondatore del Ric O’Berry Dolphin Project che ha parlato di un sanguinoso e brutale mese di gennaio per un massacro che dura ormai da mesi. Richard O’Barry ha lavorato per lunghi anni nei delfinari e ha addestrato gli animali che sono serviti alla nota serie televisiva del delfino “Flipper”. La sua conoscenza del settore lo rende oggi la voce critica più “fastidiosa” per gli zoo d’acqua che lui condanna fermamente dopo averli conosciuti.

Secondo Berry, nella giornata di ieri, alle ore 5 del mattino, 26 delfini sono stati spinti nella baia dopo un inseguimento dai barconi in oceano aperto. I delfini hanno combattuto per evadere e sfuggire ai cacciatori, ogni volta che venivano in superficie per prendere un soffio di aria disperatamente necessario, i cacciatori li puntavano e manovravano le loro direzioni per bloccare il loro passaggio verso l’oceano. Una volta che sono stati finalmente raccolti nell’incavo, i poveri delfini sono stati spinti nella baia e massacrati uno ad uno. I suoni strazianti dei delfini terrorizzati mentre venivano bastonati nelle secche facevano eco in tutta la baia mentre il sangue riempiva l’acqua. Nessuna di queste vite è stata risparmiata” – ha detto Ric O’Berry.

Due giorni prima, 5 delfini sono stati catturati per essere portati nei delfinari, destino forse peggiore di quelli uccisi perché rimarranno prigionieri a vita. In questo video, si vede un delfino braccato che non ha possibilità di rientrare nelle acque aperte.

I delfini uccisi, vengono utilizzati nell’industria alimentare giapponese, perfettamente integrata con quella dei delfinari. Nonostante le certificate alte concentrazioni di inquinanti, in modo particolare di mercurio, il Giappone immette nel mercato nazionale (spesso sotto forma di “carne di balena”) numerosi preparati a base di delfino.

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