Germania e Norvegia ritirano ogni sostegno economico al Brasile a causa della deforestazione e degli incendi

Di fronte alla crescente deforestazione in Amazzonia, i due paesi europei hanno deciso di interrompere il finanziamento di 1,3 miliardi di dollari che il Brasile riceve dal 2008.

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Il Brasile è responsabile di quasi il 60% dei 7.000 milioni di ettari della foresta pluviale amazzonica; l’altro 40% è distribuito tra altri 9 paesi. La cosa preoccupante è che il futuro della giungla per ora dipende dalle decisioni di un solo uomo, il presidente del Brasile Jair Bolsonaro, che mette in grande pericolo la sopravvivenza dell’Amazzonia e la possibilità di mitigare i cambiamenti climatici.

Si stima che nell’ultimo anno la deforestazione nell’area sia aumentata del 278%, superando i 5.879 milioni di chilometri quadrati, il che equivarrebbe a circa 225.000 stadi di calcio. Quando queste cifre furono rivelate, il presidente licenziò Ricardo Galvão, capo del National Space Research Institute (INPE) e lo definì un “bugiardo”.

Oltre alle sue controverse dichiarazioni, il presidente ha già avvertito di voler far chiudere la National Indian Foundation (FUNAI), il dipartimento di stato degli affari indigeni responsabile della protezione delle terre indigene , inoltre ha firmato decreti che consentono lo sfruttamento legale di 15 milioni di ettari di foresta, lasciati in balia di minatori, taglialegna e allevatori.

Jair Bolsonaro

Per questa serie di azioni contro l’Amazzonia, paesi come la Germania e la Norvegia hanno preso la decisione di ritirare il loro sostegno economico, volto a proteggere la foresta più ricca di biodiversità del mondo.

Il governo norvegese ha parlato della questione tramite il ministro norvegese per il clima e l’ambiente, Ola Elvestuen. Il ministro ha dichiarato al quotidiano Dagens Naeringsliv, che le ragioni della decisione sono motivate dal voler cambiare l’organo di governo del Fondo con l’obiettivo di cancellare il comitato tecnico che seleziona i progetti da finanziare. Attualmente, la Banca di sviluppo nazionale (BNDES), una banca pubblica in Brasile, gestisce il fondo. Ma Bolsonaro vuole che sia messo a disposizione d operatori privati. Ora berò resteranno a bocca asciutta.

“Non possono farlo senza il nostro consenso – ha detto la Elvestuen – ciò che il Brasile ha fatto dimostra che non vogliono più fermare la deforestazione ”, ha affermato.

Come confermato dal quotidiano El Pais de España, la Norvegia è il principale donatore con oltre 1.200 milioni di dollari, seguita dalla Germania, con 68 milioni di dollari.

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