Falchetto si schianta contro il Pirellone di Milano a causa delle vetrate del grattacielo

Il problema sono le grandi vetrate che gli uccelli non riescono a vedere e che diventano un'arma che uccide.

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Milano – La sua mamma aveva deciso di costruire il nido per i suoi nuovi nati sulla cuspide del Pirellone, un posto sicuro, al riparo da sguardi indiscreti. Ma così tanto sicuro non è stato. Il falchetto che da poco aveva imparato a volare, è andato a schiantarsi contro una vetrata della Torre Galfa, in fase di ristrutturazione e il colpo è stato talmente forte che è caduto in picchiata verso il basso. 

Si riaccende la polemica sugli impatti terribili che gli uccelli hanno con i vetri: la prima causa di mortalità diretta degli uccelli per opera dell’uomo sono le vetrate.

Secondo la Audubon Society, negli USA muoiono ogni anno dai 100 ai 900 milioni di uccelli. In Europa siamo intorno ai 100 milioni di volatili spiaccicati ogni anno sui vetri. Solo in Italia i passeri che muoiono contro le vetrate sarebbero poco meno di 4 milioni ogni anno e se c’è un calo di passeri del 50% la causa è anche di finestroni e vetrate in genere.

Il problema delle vetrate, è iniziato ad emergere negli anni ’40, quando i manufatti che contenevano pareti a specchio, vetri, plexigas trasparenti, si sono moltiplicati a dismisura: la nuova architettura particolarmente attenta a ignorare il contorno naturale di un edificio, ha sviluppato palazzoni con vetrate riflettenti, a cui si sono aggiunte pensiline degli autobus di vetro, autostrade e linee ferroviarie lastricate di pannelli trasparenti, persino i nostri giardini hanno spesso un bel vetro a lato della veranda per ripararci dal vento.

Ma la luminosità al costo della vita non ha molto senso. Gli uccelli vi vanno a sbattere muoiono a milioni. E non è colpa degli uccelli: il vetro è invisibile anche per noi e viene “visto” con la mente attraverso l’esperienza. Se ci mettessero pannelli di vetro sui marciapiedi, nelle autostrade, in mezzo a un corridoio, assisteremmo a centinaia di uomini che vi si schiantano contro. 

Tornando al falco pellegrino, la carcassa è stata trovata mercoledì pomeriggio da un operaio che stava lavorando nell’area cantiere. Il corpicino ormai privo di vita del rapace è stato consegnato ai medici della facoltà Facoltà di Medicina Veterinaria dell’università degli Studi di Milano,  per eseguire analisi e accertamenti.

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I falchi che hanno scelto di nidificare sul Pirellone dal 2014, erano monitorati da una telecamerina agganciata a loro che registrava gli spostamenti dei volatili. Ma chi costruisce edifici con vetrate non pensa minimamente alla salvaguardia degli animali anche se basterebbe qualche accortezza: degli adesivi sul vetro, dei vetri lavorati con dei rilievi o dei decori che interrompano la vastità della traspararenza in vetro. Meglio ancora sarebbe utile tornare alle costruzioni di tipo tradizionale.

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