Ex domatore Francese si pente e racconta la verità in un libro denuncia contro il circo con gli animali

Dopo anni di riflessione, l'ex domatore ha deciso di raccontare tutta la verità sul circo. Contre l’exploitation animale è il libro che smaschera i circhi con gli animali.

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A parlarne è Vanity Fair che intervista André-Joseph Bouglione, 44 anni, ex domatore e circense francese. “Pensare che un leone in gabbia, sia un animale felice, è pura follia.”

Nato nel Cirque d’Hiver, a Parigi, passato dal circo Togni, sposato con Sandrine, ex domatrice di tigri, cresciuta nel circo americano Barnum, André-Joseph conosce profondamente questo ambiente e le sofferenze che subiscono gli animali, “domati spesso a scudisciate, sottomessi a logiche assolutamente contro natura e costretti a vivere in gabbie esigue”.

Dopo anni di riflessione, ha deciso di vuotare il sacco. Lo ha fatto scrivendo un libro, intitolato Contre l’exploitation animale (Ed Tchou), uscito in Francia, per far luce su una «realtà che non ha più ragione di esistere».

“Il circo è stato creato al tempo dei romani, che mettevano nell’arena animali feroci, contro uomini. È sopravvissuto nei secoli, perché alla maggior parte dell’umanità non era consentito di conoscere un animale selvaggio in natura. Ora le cose sono cambiate, 40 paesi nel mondo,  hanno abolito gli animali dagli spettacoli.”

Ma la situazione per gli altri animali ancora detenuti nei circhi di tutti gli altri paesi non cambia. L’ex domatore, che racconta di un circo, in Francia, di cui non vuole fare il nome per paura di pesanti ritorsioni, colpevole di episodi di rara crudeltà.

“Gli animali in quel circo hanno una speranza di vita di pochi mesi, talmente soffrono. Hanno una giraffa, che trasportano in un camion inadatto, che la costringe a tenere la testa fuori dal tetto, e che ha sbattuto contro un ponte troppo basso, provocando gravi ferite. Un’altra volta, il pavimento del camion è sprofondato, ferendola alle zampe. Più i circhi sono piccoli e più gli animali soffrono, con domatori incompetenti, che usano la violenza, invece del talento, provocando tali e tanti disagi, da causarne la morte”, – dice André-Joseph Buglione, con la voce incrinata dall’emozione.

“Purtroppo non ci sono molte soluzioni, soltanto in Francia, attualmente esistono 3000 grossi felini nei circi e una quindicina di elefanti. E la cosa più preoccupante è che saranno sempre di più. Per esempio per le feste di Natale, molti animali di circhi italiani, fra cui 12 elefanti, si spostano in Francia, utilizzati in vari Christmas Party, per far piacere ai bambini.
Poi è facile che quegli animali non tornino più in Italia. E vengano piazzati in qualche circo francese o in organizzazioni che li utilizzeranno per spettacoli, prima di finire chissà dove, quando finalmente arriverà anche qui una legge che ne impedirà l’impiego”.

Per l’ex domatore, che sta montando un circo totalmente ecologico, la preoccupazione è grande. “Ci vorrebbero grossi investimenti, per creare santuari, capaci di accogliere animali, che non possono tornare in natura. I felini si riproducono facilmente in cattività, dunque nessun leone o tigre ha mai conosciuto la libertà. E per gli elefanti, strappati alle madri da piccoli, nel caso di quelli africani, uccidendo tutta la famiglia, (quelli indiani sono spesso allevati, in semi libertà per essere utilizzati per vari lavori), la sorte in libertà non sarebbe migliore”.

“Non possono tornare in natura. Non hanno anticorpi, non sanno procurarsi cibo, sarebbero vulnerabili e disperati. Tutti gli esperimenti di rimessa in libertà sono falliti“, dice André-Joseph Buglione, precisando che tutti i grandi felini dei circhi andrebbero sterilizzati, per finirla una volta per tutte con il commercio dei cuccioli, che finiscono in case private o peggio, in qualche cantina delle banlieue parigine, dove bulli della peggior specie li rinchiudono a vita. “Troppo ingombranti e pericolosi, leoni e tigri ammaestrate: animali sensibili e intelligenti, vittime della loro bellezza, rischiano di fare una brutta fine, in tutto il mondo, se qualcuno non interviene seriamente. Per gli elefanti, anche se non c’è posto per tutti,  esiste nel sud ovest della Francia, un santuario, Elephant Haven European Elephant Sanctuary (WHEES), che sostieniamo e preghiamo tutti di sostenere. È un parco, a dove i più fortunati possono essere accolti, per finire in pace la loro vita».

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