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Ex dipendente di un mattatoio confessa: ho dovuto lasciare il lavoro, stavo per suicidarmi

La testimone non riesce più a cancellare le immagini shock dalla sua mente. E' tutt'ora in cura da uno psicoterapeuta.

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Una ex dipendente di un mattatoio del Regno Unito, ha rivelato la brutale realtà che vedeva nel macello in cui lavorava. Nella confessione rilasciata al Daily Mail, la ex dipendente, ha detto che il tipo di lavoro la faceva sentire fisicamente malata e l’odore di morte era sospeso in modo denso e costante nell’aria.

La donna che ha voluto rimanere anonima e che ha lavorato per sei anni in un macello del Regno Unito dal 2010 come responsabile del controllo qualità, ha dichiarato che l’esperienza ha influito sulla sua salute mentale. E’ ancora sconvolta dal fatto che uno dei suoi colleghi si è suicidato dopo che ha assistito al massacro giornaliero dei bovini.

Parlando con la BBC Stories, la donna ha detto che da bambina aveva sognato di diventare una veterinaria, ma invece è finita a fare un lavoro che l’ha mandata in depressione. Di notte aveva incubi e soffriva di manie di suicidio. Vedeva morire 250 mucche al giorno. 

Gli incubi nella notte

Ora che ha lasciato il lavoro, è ancora perseguitata dal ricordo dalla routine di lavoro quotidiana. “Vedo ancora tutte le teste di mucche in fila e centinaia di paia di occhi che mi guardano”.

“Nel primo giorno di lavoro, durante il giro di ispezione, dopo aver visto le feci sul pavimento e il sangue sulle pareti, mi hanno chiesto ripetutamente se stavo bene” era abbastanza comune che le persone svenissero durante il tour, ha spiegato.

La donna ha anche avuto paura per la propria sicurezza fisica, definendo l’ambiente “pericoloso e brutale”. “Ci sono state innumerevoli occasioni in cui, nonostante seguissero tutte le procedure per lo stordimento, i macellatori venivano presi a calci da una mucca possente che aveva ancora scatti di convulsione mentre la issavano sulla macchina per la macellazione.”

Un suo ex collega, che era sempre stato una persona scherzosa e solare, un giorno è crollato di fronte a lei, la routine quotidiana del lavorare in un ambiente così straziante lo aveva distrutto.

“Il lavoratore mi disse: – Ammetto di essere stato afflitto da pensieri suicidi, non posso più farcela e ho la netta sensazione di aver bisogno di aiuto,- ma mi implorò di non dirlo ai nostri capi”.

I problemi di salute mentale associati al lavoro in un macello sono comuni: la sindrome traumatica indotta, è tra i problemi di salute mentale che colpiscono i dipendenti.

La donna ha detto che lei stessa ha iniziato a sentirsi depressa e e con istinti suicidi verso la fine del suo periodo di lavoro al macello e rivela che dopo aver lasciato – per proseguire la sua attuale carriera nella salute mentale – ha sentito dire che un altro uomo, il cui lavoro quotidiano era quello di scuoiare le carcasse dei bovini, era morto per suicidio.

Il numero di mattatoi nel Regno Unito è in calo, con circa 250 macelli di carne rossa attualmente in funzione, rispetto a circa 1.900 di 50 anni fa.

Secondo l’Humanane Slaughter Association, nonostante un aumento del numero di persone che diventano vegetariane o vegane, il Regno Unito uccide ancora circa 2,6 milioni di bovini, 10 milioni di maiali, 14,5 milioni di pecore e agnelli e 950 milioni di uccelli per il consumo di carne. 

In Italia, secondo i dati Ciwf Italia (Compassion in world farming),  ogni anno vengono macellati circa 700 milioni di animali. E secondo l’ultima indagine sul benessere animale alla macellazione sono state rilevate 490 non conformità in 169 impianti su 1.778 macelli controllati, su un totale di 1.946 impianti esistenti. Ogni mondo è paese e la sofferenza degli animali non cambia. Dobbiamo cambiare noi le nostre abitudini alimentari e scegliere di mangiare vegetale.

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