Dopo le pellicce Armani abolisce anche la lana d’angora dalle sue collezioni

Dopo aver visto i video di Peta in cui si vedono i conigli scuoiati vivi, Armani bandisce l'angora usata per cardigan e maglieria.

Cinque anni fa il noto stilista aveva detto addio alle pellicce nelle sue collezioni. Ora la decisione per un’altra svolta positiva: dal 2022 Giorgio Armani, bandirà la lana d’angora a favore di una moda etica e senza più crudeltà. 

Il gruppo Armani presenterà la prossima stagione di moda autunno-inverno 2022-23 tutta all’insegna del rispetto verso gli animali e dell’ambiente. Con un comunicato ufficiale lo stilista 87enne ha detto – “Sono lieto di annunciare l’eliminazione della lana d’angora da tutte le collezioni del Gruppo, a testimonianza di un impegno tangibile per il controllo delle proprie produzioni rispetto alla tutela del mondo naturale. Credo da sempre nell’innovazione e nella ricerca di nuovi materiali e di metodi innovativi per il trattamento delle materie prime tradizionali”.

Esulta l’associazione Peta – I consumatori di moda di oggi non vogliono avere niente a che fare con un’industria che strappa il pelo dai corpi dei conigli pienamente consapevoli”.  PETA coglie così l’occasione per incoraggiare tutti i designer che ancora usano l’angora per stare al passo con i tempi.

Come aveva rilevato in una inchiesta sotto copertura PETA Asia, la maggior parte dei conigli usati per l’angora vengono distesi su assi di legno e il loro pelo viene strappato mentre urlano di dolore. Altri vengono legati prima che la loro pelliccia venga tagliata o tosata, e la loro pelle delicata viene squarciata da coltelli affilati mentre lottano disperatamente per fuggire. 

Armani si unisce ad altri importanti marchi che si sono impegnati a non vendere angora tra cui Valentino, Gucci, Diane von Furstenberg, Calvin Klein, Burberry, Tommy Hilfiger e Stella McCartney.  

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