Dal 14 aprile al 2 ottobre 2016, Firenze ospita “l’artista”belga, Jan Fabre, noto per il suo modo squallido di fare arte.

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Dal 14 aprile al 2 ottobre 2016, Firenze ospiterà l’artista”belga, Jan Fabre, noto per il suo modo squallido di fare arte.

Fabre, in una macabra “opera d’arte” che intitolò “il carnevale degli animali”, cercò di far passare la morte come uno spettacolo. Cani e gatti, a suo dire randagi, una volta morti sono stati impagliati e sospesi in aria con dei ganci attaccati a dei fili. In questo scenario di cadaveri sospesi, anche sforzandosi non ci si trova nulla di artistico ma stante alle critiche del comune ci sarebbe da andarne fieri. Gli organizzatori della mostra di Firenze lo definiscono “uno degli artisti più innovativi e rilevanti del panorama contemporaneo”.

Ma Fabre è un volto ben impresso nella mente degli animalisti italiani. Ricordiamo infatti il caso del 2012 quando Fabre inscenò una sorta di coreografia davanti alle scale del municipio di Anversa. Un gruppo di persone che seguivano le istruzioni dell’artista, iniziò a lanciare i gatti in aria. Non si sa bene cosa volesse simulare, ma per i gatti che cadevano da altezze anche superiori ai 4 metri sbattendo malamente a terra, non si trattava di recita ma di una orrenda realtà che hanno dovuto subire passivamente. In quell’occasione Fabre venne aggredito dagli animalisti e dopo un paio di denunce si vide costretto a scusarsi.

Le scuse l’Italia le ha accettate e superate tanto che Firenze rivuole “l’artista de noialtri” nuovamente presente nelle mostre della penisola. Ma a guardate il filmato viene da chiedersi se questa persona abbia veramente qualcosa di positivo da trasmettere

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