Cilento, tartaruga Caretta caretta uccisa da dischetti filtro e dalla plastica monouso ingoiata

La tartaruga è morta per aver ingerito tantissima plastica dispersa nel mare.

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Lo scorso anno un cedimento strutturale di una vasca di un impianto di depurazione, riversò in più tratti costieri del Mar Tirreno Centrale, fino all’Isola di Ischia, sul litorale campano e su quello laziale tra Fiumicino ed Anzio, dei dischetti filtro di forma rotonda. Erano talmente tanti che nemmeno Legambiente con tutta la buona volontà (ne ha raccolti più di 160 mila), è riuscita a ripulire il mare da quelli che si sono trasformati in strumenti di morte per pesci e tartarughe che popolano il mare. 

Pochi giorni fa nello stomaco di una tartaruga Caretta caretta trovata morta nel mare Tirreno nella zona di Camerota, nel Cilento, c’erano non solo i famigerati dischetti ma anche tanta plastica, nello specifico: un bicchierino da caffè, una confezione di M&M’s, parti di una bottiglia di plastica per bevande, e 7 dischetti di filtri. Il Centro Ricerche Tartarughe Marine di Portici non è potuto intervenire come fa di solito per salvare la tartaruga che probabilmente ha scambiato questi pezzi di plastica per meduse e altro cibo.

La plastca trovata nello stomaco della tartaruga

La tartaruga è morta a Camerota, uno dei luoghi del Cilento dove d’estate le tartarughe risalgono per nidificare: alla schiusa delle uova assistono centinaia di persone. Morta di plastica, con un intestino “completamente compromesso”, spiega il medico veterinario del Dohrn, che ha fatto l’autopsia. Il falso cibo ingoiato nel corso degli ultimi mesi non le ha lasciato scampo. Vittima, la Caretta caretta, della cosiddetta marine litter, l’inquinamento da micro e macro plastiche, la principale minaccia per i mari di tutto il mondo.

Non lontano da qui, sulle coste di Ischia, il 24 dicembre si era spiaggiato un capodoglio: nel suo stomaco c’erano buste di plastica e nylon. I mari sono invasi dalla plastica e per questo alcuni Comuni virtuosi si stanno adoperando per mettere al bando la plastica. Il comune delle Isole Tremiti, dallo scorso primo maggio, ha vietato tutte le stoviglie di plastica a favore di contenitori biodegradabili. Il comune di Lampedusa e Linosa lo scorso giugno ha accolto l’appello di Marevivo e, tramite un’ordinanza sindacale, ha messo al bando stoviglie, bicchieri e posate monouso non biodegradabili. 

Tra i comuni siciliani, anche quelli di Avola e di Noto, in provincia di Siracusa, hanno vietato con un’ordinanza la distribuzione di posate, piatti, bicchieri, sacchetti e contenitori in plastica monouso.

Alla lista dei comuni “virtuosi” si unisce anche quello di Pollica (Salerno) che, con l’ordinanza “Pollica Plastic Free”, impone il divieto assoluto di utilizzare materiali plastici non compostabili. Il comune di Orvieto lo scorso 2 agosto ha approvato all’unanimità una mozione che impegna il sindaco e la giunta a deliberare sul divieto di bicchieri, piatti e posate in plastica monouso su tutto il territorio comunale.

Lo stomaco della tartaruga Caretta caretta trovata morta a Camerota sembrava una pattumiera dove c’era di tutto. Non è stata solo colpa della vasca di depurazione rotta che ha disperso i filtri. Anche l’uomo con la sua plastica monouso ha fatto i suoi danni. Se indietro non si torna, si può pensare di andare avanti iniziando ad abbandonare la plastica, un’arma vera e propria che uccide gli animali e soffoca i nostri mari. Il cambiamento inizia da noi!

 

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