Canile Millemusi di Messina, i cani entrano e muoiono di sofferenza: denuncia del F.A.L.

Al canile Millemusi di Messina, i cani stanno male e continuano a morire senza mai uscire da lì.

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“Ormai sono circa 4 anni che lotto contro la cattiva gestione del canile Millemusi di Messina,” – è quanto afferma Letterio Ivardo, Presidente di Fronte Animale Libero, Tutela Animali e Ambiente.

“Ci sono 400 cani circa sono reclusi dentro i box 24h su 24h, senza alcuna possibilità di uscire né di essere curati. I box vengono lavati con loro dentro, non esiste un sito professionale del canile e nemmeno una pagina Facebook o un sito con le caratteristiche dei cani per essere adottati. Il canile inizialmente era gestito dalla Lega Nazionale Difesa del cane, poi con le mie querele per maltrattamento, riunioni in Comune e presidi, l’ex Presidente si è dimessa insieme al veterinario.”

“Ma la LNDC nazionale invece di mettersi da parte” – continua Ivardo, –“ha scelto un commissario amico dell’ex presidente che usa la stessa modalità nel gestire i cani. Ma il paradosso più grave è che la persona in questione, gestiva un suo canile lager privato con circa 30 cani! Al canile non c’è mai ,e viene gestito da 3-4 volontarie e qualche inserviente.”

“La veterinaria è sul posto x circa 1 ora al giorno e neanche tutti i giorni e i cani non hanno schede sanitarie, né vaccini, non hanno cure per le patologie non visibili (leishmania, erlichia, malattie di cuore, cecità, insufficienza renale, ed epatica ed altre ancora) e rimangono chiusi dentro i box per aspettare solo la morte. Il canile è convenzionato dal Comune con circa 500 mila euro l’anno, soldi di tutti i contribuenti che dovrebbero servire per il benessere degli animali ma a conti fatti non è così” -afferma con amarezza il Presidente di F.A.L.

“In tutta questa storia sia il Comune che dovrebbe essere parte in causa nel sorvegliare la buona gestione servizio, che l’ASL, rimangono indifferenti ai maltrattamenti e alle morti giornaliere. Inoltre il bando di aggiudicazione del servizio è scaduto da circa 2 anni ma anziché farne uno nuovo con la possibilità di farlo gestire ad altre associazioni più sensibili e responsabili, il Comune ha prorogato la gestione alla stessa associazione.

Stranamente ogni certificato di morte viene redatto con la dicitura “Decesso per arresto cardiocircolatorio” ma né il Comune né l’azienda sanitaria, si sono mai chiesti come siano morti i cani e quali procedure sanitarie sono state intraprese per salvarli.

“Questa storia deve finire” – conclude il portavoce di F.A.L.,  –“in un Paese civile ogni cane in canile deve essere curato e si deve fare di tutto per farlo adottare e non farlo marcire dentro il box malato aspettando solo la morte!

L’ultima cucciola salvata in extremis dal canile è Ambra affetta da leishmania quasi paralizzata perché non curata. Lei c’è l’ha fatta ma tanti altri no!”

Ci è stato chiesto di divulgare questa denuncia e noi lo facciamo nella speranza che possa servire a far intervenire le amministrazioni per mettere uno stop alla mala gestione dei canili del sud Italia.

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