Cani sul Vesuvio: le associazioni chiedono la modifica della piano regionale che prevede la soppressione

Le principali Associazioni nazionali di protezione animale, hanno chiesto una modifica del testo che prevede l'eutanasia dei cani.

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Animalisti Italiani, ENPA, LAV, LNDC, LEIDAA e OIPA, hanno scritto una lettera congiunta alle autorità della Regione Campania e al Ministero della Salute per richiedere un’urgente modifica del “Manuale operativo regionale per la gestione delle emergenze veterinarie in sanità pubblica e in sicurezza alimentare”.

Nell’ultima parte del documento, c’è un provvedimento che fa rabbrividire per la sua crudeltà. E’ prevista infatti l’eutanasia per gli animali d’affezione nell’impossibilità di allontanamento dalla zona rossa vesuviana in caso di emergenza. Tale disposizione è totalmente in contrasto con la normativa nazionale e regionale in materia di tutela degli animali e pertanto le Associazioni ne hanno richiesto l’immediata cancellazione.

Con l’occasione le Associazioni hanno ribadito l’importanza del loro coinvolgimento nella elaborazione e stesura di norme o procedure che riguardano gli animali per evitare che simili provvedimento possano entrare in atto.

Di seguito la lettera a firma delle Associazioni: Animalisti Italiani, ENPA, LAV, LNDC Animal Protection, LEIDAA, OIPA

Le firmatarie associazioni scrivono in relazione a un documento che è stato presentato durante il Convegno svoltosi a Pertosa lo scorso 22 e 23 marzo. Si tratta del P.R.P. 2014-2018, Programma H, Azione H.4-1.2; in particolare si fa riferimento al Manuale operativo regionale per la gestione delle emergenze veterinarie in sanità pubblica e in sicurezza alimentare, approvato con Decreto Dirigenziale della Regione Campania n. 393 in data del 30/12/2016 e pubblicato sul BURC n. 3 del 9 gennaio 2017.

Nel suddetto manuale al punto 7.6.2 evidenziamo che la previsione di eutanasia dei cani in zona rossa è del tutto contra legem, dunque ne chiediamo l’immediata eliminazione. Nello specifico, a pag. 17, in riferimento all’allontanamento dei cani dalla zona rossa (ove per zona rossa si intende l’area vesuviana dei 23 comuni in situazioni di allerta o pre-allerta) va certamente abolita la previsione di praticare l’eutanasia degli animali famigliari nell’impossibilità di allontanamento dalla zona rossa perché contravviene ad uno dei principi cardine della LEGGE 14 agosto 1991, n. 281, cristallizzato all’art. 2, comma 2.

Riportiamo di seguito quanto si legge testualmente: La Direzione di Comando e Controllo potrà disporre, a seconda dei casi, delle seguenti procedure :

  • allontanamento dei cani dalla zona rossa e loro sistemazione in canili gemellati presenti in Regione Campania o altre regioni italiane
  • adozione temporanea o definitiva dei cani
  • eutanasia degli animali per i quali risulti non praticabile l’allontanamento. 

Orbene giova ricordare che la 281/91 (peraltro non richiamata nella normativa di riferimento del Manuale) dispone all’art 2, comma 2 che: “I cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso le strutture di cui al comma 1 dell’articolo 4, non possono essere soppressi”.
Inoltre il comma 6 precisa: “I cani ricoverati nelle strutture di cui al comma 1 dell’articolo 4, fatto salvo quanto previsto dagli articoli 86, 87 e 91 del regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, e successive modificazioni, possono essere soppressi, in modo esclusivamente eutanasico, ad opera di medici veterinari, soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità.” 

È quindi evidente che la frase di cui sopra va assolutamente e urgentemente eliminata, considerato che il suddetto manuale è stato oggetto di studio e confronto in diversi convegni formativi, compreso l’ultimo svoltosi a Pertosa. Ora, se da un lato la componente veterinaria conosce le norme relative alla tutela degli animali di affezione, non è detto che altre componenti del Sistema (capi campo, funzionari di Protezione civile, etc.) possano conoscerla; pertanto, considerato che detto Manuale è stato distribuito in precedenza, sarà anche opportuno inviare una nota di rettifica a tutti i soggetti che lo hanno ricevuto. Si suggerisce comunque di richiamare in premessa, oltre alle norme di Protezione civile, anche quelle relativa alla tutela degli animali, perlomeno la 281 del 1991 e l’articolo 544 bis del Codice penale con la relativa Giurisprudenza e ciò al fine di chiarire quale sia il quadro normativo di riferimento. 

Ci permettiamo di far notare che la previsione di eutanasia è in totale contrasto anche con alcune premesse del testo, laddove si richiama ad esempio il fatto che “prevenire la sofferenza degli animali è ormai un interesse della nostra società, che si è dotata anche di strumenti legislativi per la loro tutela.”  In aggiunta a quanto sopra si è potuto apprendere, in particolare da uno dei relatori del convegno di Pertosa, che esiste un altro documento predisposto per gestire l’emergenza nella Regione Campania, ovvero “il Piano Vesuvio” che a quanto pare non contempla alcuna previsione di evacuazione degli animali dalla zona rossa, il che è in contrasto non solo con le norme recentemente introdotte dal Decreto 1/2018,ma anche con quelle già esistenti a livello nazionale.

Questa svista, se di questo si tratta, non è che una delle tanti ragioni per cui si ritiene indispensabile l’apporto delle Associazioni animaliste quali parti di un team tecnico per coadiuvare gli Organi preposti nella redazione di manuali operativi che contemplino l’assistenza agli animali famigliari. 
Certi della vs attenzione, si resta in attesa di un cenno di riscontro e si saluta cordialmente.

Walter Caporale, Presidente ANIMALISTI ITALIANI
Carla Rocchi, Presidente ENPA
Gianluca Felicetti, Presidente LAV
Michela Vittoria Brambilla, Presidente LEIDAA
Piera Rosati, Presidente Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Massimo Comparotto, Presidente OIPA

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