Blitz anti-bracconaggio a Tarvisio: 4 i denunciati, due di loro sono agli arresti domiciliari

Un 54enne e un 60enne sono ora agli arresti domiciliari mentre è scattata la perquisizione per un padre e il figlio dediti al bracconaggio. Hanno ucciso 200 ungulati in tre anni.

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Udine – La Polizia di Frontiera di Tarvisio, congiuntamente con la Squadra Mobile della Questura di Udine, il Nucleo Operativo per l’Attività di Vigilanza Ambientale (NOAVA) e il Corpo Forestale Regionale, giovedì pomeriggio dopo un blitz, hanno messo in atto alcune misure restrittive della libertà personale nei confronti di soggetti responsabili di attività di bracconaggio con l’utilizzo di armi illegalmente detenute.

A riportare la notizia è il Messaggero Veneto. Un imponente arsenale tra cui fucili, coltelli da caccia e silenziatori, alcuni dei quali ancora in costruzione, una banda chiodata, visori notturni e foto-trappole, cellulari e numerosi walkie-talkie fino a pietre di sale per attrarre gli animali, sono solo alcuni degli elementi trovati durante le perquisizioni e che hanno permesso di confermare i sospetti di bracconaggio. Le informazioni sono state raccolte dopo una la lunga e complessa attività investigativa da parte della Polizia di Stato e del Corpo Forestale Regionale. 

Il rinvenimento e il sequestro di un fucile nascosto a pochi passi dal cimitero di Pontebba ha consentito l’emissione di due misure cautelari agli arresti domiciliari per A.B., un 54enne italiano residente a Pontebba, e all’obbligo di dimora nel comune di Pontebba per D.B., un 60enne italiano, residente in Veneto, la cui esecuzione è stata demandata a personale della Questura di Vicenza. E’ scattata, inoltre, la perquisizione nei confronti di due indagati, padre e figlio, anche loro residenti a Pontebba.

L’indagine, iniziata sin dal 2013, ha permesso di accertare l’abbattimento illecito da parte dei bracconieri nel corso di un triennio di circa 200 ungulati tra caprioli, cervi e camosci con un pesante impatto sulla gestione della fauna regionale vanificando le Riserve di Caccia di Venzone, Pontebba e Moggio Udinese che, con l’Ente Regione, gestiscono le zone.

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