Al via la campagna LAV/ECEAE, per fermare il botox della Nestlè sugli animali

Basta botox con l'uso degli animali da parte di Nestlè, questa la richiesta della LAV in rappresentanza delle associazioni italiane che tutelano gli animali.

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LAV ha dato il via alla campagna di informazione di ECEAE (coalizione europea ECEAE – che riunisce le più importanti associazioni animaliste contro la sperimentazione animale e di cui la LAV è rappresentante per l’Italia) per chiedere a Nestlè di smettere di finanziare la sperimentazione su migliaia di animali, per i prodotti a base di botox venduti dalla multinazionale.

Lunghi anni di campagne e lo sviluppo di metodi di ricerca innovativi, etici ed affidabili, hanno permesso a grandi aziende di commercializzare il botox grazie a test in vitro basati su cellule umane già dal 2011, sostituendo gli esperimenti sugli animali.

Nestlè, invece, tramite Dysport® e Azzalure® (prodotte dalla Ipsen), continua a finanziare la sperimentazione su migliaia di animali facendo leva su un immenso e redditizio mercato. Ipsen ha recentemente dichiarato di aver sottoposto alle autorità un modello alternativo ma non è ancora noto se questo verrà approvato; nel frattempo migliaia di animali continuano a morire, tra atroci sofferenze.

Il botulino, infatti, viene messo sul mercato in seguito a un test obsoleto e gravemente impreciso, noto come LD50, durante il quale i topi muoiono dopo lente agonie e spasmodiche convulsioni, conseguenza delle iniezioni di alti dosaggi del principio cosmetico, che paralizza lentamente il sistema respiratorio e porta alla morte dopo ore di progressivo soffocamento. Per fermare i test sui prodotti estetici distribuiti da Nestlè firma la petizione.

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