Agenzia del farmaco EMA decide di considerare la sperimentazione senza uso animale

Sostituire i test sugli animali con metodi alternativi, farli solo quando necessario e su pochi animali e minimizzarne lo stress.

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A riportare la notizia è Il Sole 24 Ore. Sono questi i tre principi per un uso più etico degli animali nelle sperimentazioni sui farmaci nell’Unione europea, che l’Agenzia europea del farmaco (Ema) ha deciso di adottare e su cui due suoi comitati, quello per i farmaci ad uso umano (Chmp) e quelli ad uso veterinario (Cvmp), hanno pubblicato le loro linee guida. “Anche se l’obiettivo finale è evitare l’uso di animali vivi nelle sperimentazioni,” – precisa l’Ema,- “in alcune aree della ricerca medica continueranno ad essere necessari per proteggere la salute umana e animale, e l’ambiente, finché non saranno sviluppate alternative adeguate.”

Non verrà totalmente esclusa la sperimentazione animale quindi, ma per lo meno si fa un passo avanti verso un metodo in progress.

La legislazione europea richiede alle aziende autorizzate a vendere i farmaci di adottare questi tre principi (in inglese detti delle 3R – replacement, reduction e refinement) e gli standard sul benessere animale in tutti gli aspetti del loro lavoro, in particolare per la realizzazione dei vaccini. Con il trasferimento della sede da Londra ad Amsterdam tra il 2018 e 2019 in seguito alla Brexit, rileva l’Ema nel report sull’attività del biennio 2016-2017, sarà più difficile per l’Agenzia mettere questo fronte al centro delle attività, che comunque rimarrà uno degli obiettivi di lavoro.

  • Secondo l’enciclopedia Treccani, il principio delle 3R, teorizzato nel 1959 dalla Universities federation of animal welfare (Ufaw), associazione tuttora molto attiva nel campo del benessere animale, “fa riferimento a tre fondamentali concetti: rimpiazzare (replacement), ridurre (reduction) e rifinire (refinement). Quindi il ricercatore dovrebbe inizialmente cercare, con il maggiore sforzo possibile, di rimpiazzare, o sostituire, il proprio modello animale con un modello alternativo; il secondo passo è quello di cercare di ridurre il più possibile il numero di individui utilizzati in un certo protocollo sperimentale; infine, con l’ultima R si intende l’operazione di rifinire, o migliorare, le condizioni sperimentali alle quali sono sottoposti gli animali”.

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