Siamo ad un punto di non ritorno: i giapponesi inventano i droni al posto delle api scomparse

I ricercatori in Giappone hanno creato dei droni insetti che impollinano le piante per sostituire o almeno contribuire ad aiutare le poche api rimaste.

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Gli impollinatori robot hanno peli sulla schiena e uno speciale gel appiccicoso che permette loro di prendere e rilasciare granuli di polline. Ma per ora, nulla putrà mai eguagliare il lavoro meticoloso e preciso praticato dalle api.

Le api sono troppo poche. Le popolazioni di api in tutto il mondo sono diminuite rapidamente negli ultimi anni, a causa dei pesticidi, di malattie e dei cambiamenti climatici. Tutto questo ha provocato una sorta di apocalisse e questi insetti così importanti per l’equilibrio dell’eco sistema, e che tramite l’impollinazione ci donano frutti della terra preziosi come mandorle, mele, cetrioli, frutti di bosco ecc.

L’anno scorso, gli Stati Uniti hanno dichiarato “in via di estinzione” sette specie di api hawaiane. Il collasso e il tracollo delle api ha spinto i ricercatori giapponesi a creare un drone capace di impollinare al posto degli insetti veri.

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Eijiro Miyako, un co-autore dello studio pubblicato oggi sulla rivista Chem spiega che l’impollinatore artificiale è costituito da un drone di 5 x 5 centimetri, con peli che imitano il corpo dell’ape. Miyako ha poi ricoperto i peli con un gel appiccicoso e ha poi fatto volare il drone telecomandato nei fiori di gigli rosa. Il drone è stato in grado di raccogliere il polline come un impollinatore naturale. Quando vola in un altro fiore, il drone trasporta i granuli di polline, impollinando la pianta. E’ un successo sull’insuccesso dell’uomo sugli animali. Niente di cui andare orgogliosi, anzi, c’è di che vergognarsi.

 

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